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Bollenti Spiriti

Parola a Minervini

Guglielmo Minervini è l'assessore alle Politiche Giovanili, alla Trasparenza e alla Legalità della Regione Puglia. Durante il primo governo Vendola (2005 - 2010),come assessore alla Trasparenza e Cittadinanza Attiva ha ideato e promosso le attività del programma Bollenti Spiriti. In questo spazio pubblichiamo i suoi interventi.

02 Mar
Scritto da    |    02.03.2015

Cos’hanno in comune?

Chi s'è messo a coltivare la canapa per usi alimentari.
E chi fa la pasta con la spirulina.
Chi ha riesumato le lenticchie di Altamura.
Chi produce ottima birra artigianale.
Chi s’è inventato le aste telescopiche in fibra di vetro.
Chi invece ha inventato il guanto tecnologico per disabili multisensoriali.
Chi con i droni ci fa un sacco di cose impensabili.
Chi fa app per un nuovo modello smart di bike sharing.
E chi lavora per rimettere le ali a ragazzi che la vita ha fatto schiantare fuori strada.
Chi fa cinema sociale come esplorazione del territorio.
E chi urbanistica partecipata low cost.

Cos’hanno in comune questi e altri centinaia e centinaia di progetti partoriti dalla creatività dei giovani pugliesi?

Un’idea.
Anzi, quattro.

La prima.
Ora.
Tradotto: questo è un tempo propizio non per piangersi ma per provare. Osare. Sperimentare.
Chiamiamola innovazione sostenibile e solidale.
Significa mettersi a fare cose nuove con una certa visione di futuro in testa.

La seconda.
Qui.
Tradotto: se vuoi cambiare la tua vita e quindi anche il mondo, qui è possibile. Proprio qui in Puglia. Con le cose risorse di cui siamo ricchi. Le persone innanzitutto, ma anche la terra, il sole, il mare. Le università, le imprese. Qui si può fare.

La terza.
Insieme.
Tradotto: ognuno si cerca la sua sfida eppure questa c’è una dimensione della sfida che riguarda tutti, un’intera generazione. Non si sfida solo se stessi, si sta sfidando il mondo a ripensarsi. A ricostruirsi su altre basi che non siano solo quelle del denaro e del profitto.

La quarta.
Opportunità.
Tradotto: le istituzioni che servono ai cittadini solo quelle che sanno seminare opportunità di cambiamento. Le politiche pubbliche come strumenti per liberare opportunità di attivazione e di cambiamento. Come dire: seminare e lasciare che i germogli spuntino.

Ecco cos’è stata Bollenti Spiriti.

Un’idea che ha sfidato i giovani a farsi in quattro per la Puglia.

Guglielmo Minervini
Assessore regionale alle Politiche Giovanili

20 Nov
Scritto da    |    20.11.2014

La mia strada cambiò allora.

In quei ventuno mesi di "obiezione di coscienza", così si chiamava il servizio civile. C'era l'idea che l'impegno solidale e quello per la costruzione di una società nonviolenta e senza armi dovessero andare insieme.

Fu un'esperienza esaltante, integrale, folle. Le mattine alla Caritas, a raccogliere la sofferenza degli ultimi, delle pietre di scarto, degli espulsi. Tanta richiesta di lavoro, mille sfratti e un oceano di indescrivibile disagio sociale.

I pomeriggi passati nel Centro Storico a contenderci i bambini del doposcuola con i boss del quartiere. Quindi, l'azione con le donne di Molfetta Vecchia, epicentro della violenza sociale, che accompagnavamo in una visionaria scuola serale, stile don Milani. E il lavoro per ricucire il legame di comunità in una delle periferie sociali che la città aveva discriminato persino dal suo sguardo.

E poi le notti a raccogliere barboni per strada, ubriachi sotto le barche, sbandati nei casolari, frattaglie di umanità alla deriva. E ancora la vita di comunità con Francesco prima, poi Antonio, quindi tutti gli altri obiettori di coscienza, alla Casa per la Pace, le iniziative di promozione della cultura della pace, la Route Internazionale di Pax Christi, Alex Zanotelli e Alex Langer e tanti altri amici ancora, i digiuni e le verifiche spericolate del venerdì sera, la stufa a legna, la puzza di fumo e le gavette della pietà che arrivavano da casa nel momento più disperato, il freddo penetrante e gli strati di coperte di lana sotto cui ci infilavamo finalmente la sera, stanchi ma appagati di senso.

Ecco la mia vita non sarebbe stata la stessa senza quell'esperienza in cui ho compreso che il bilancio vero, quello decisivo, non si fa su quello che hai ma su quello che dai.

È uscito il nuovo bando del servizio civile, nell'ambito del Piano Garanzia Giovani. Potranno accedervi 554 giovani pugliesi. Fatelo ragazzi.

Datevi un momento per guardare le cose della vita con l'occhio dell'altro, degli altri. Vi arricchisce. E vi cambia la prospettiva delle cose.

Dopo non siete più gli stessi.

 

Guglielmo Minervini
Assessore regionale alle Politiche Giovanili

Vai al bando.

19 Set
Scritto da    |    19.09.2014

È iniziato tutto da un’idea semplice.

Ai giovani servono spazi. Per esperimersi. Per sperimentare. Per imparare non solo nelle aule ma anche sul campo.

Le nostre città - abbiamo pensato - sono piene di edifici inutilizzati. Molti sono pubblici, cioè di tutti noi: opifici dismessi, palazzi storici in abbandono, ex scuole, ex mattatoi, ex mercati. Questa grande risorsa potenziale può tornare a vivere se la mettiamo in relazione con la creatività e l’energia delle nuove generazioni.

Allora abbiamo chiesto ai comuni pugliesi di immaginare un progetto, uno per città, per trasformare un vecchio immobile di loro proprietà in un laboratorio per i giovani.

Il bando è uscito nel 2006. Lo abbiamo chiamato “Laboratori Urbani”.

Così è nata la prima azione di Bollenti Spiriti, il programma della Regione Puglia per le politiche giovanili.

Sono passati 8 anni e nel frattempo il mondo è cambiato. Quella che sembrava un’idea eccentrica è diventata una prassi sempre più diffusa in tutta Europa. Un po’ ovunque la creatività e l’innovazione riempiono gli spazi lasciati da un vecchio modello di sviluppo. E ovunque sono i giovani a guidare questo processo. Dalle macerie della crisi nascono i semi di un nuovo modo di imparare, creare, lavorare, intraprendere.

E qui in Puglia? Cos’è accaduto nei Laboratori Urbani che sono nati in tutta la regione?

All’interno del nuovo piano Bollenti Spiriti “Tutti I giovani sono una risorsa” abbiamo lanciato una nuova iniziativa: “Laboratori Urbani, Mettici le Mani”.

Iniziamo presentando un bilancio di questa lunga, faticosa e entusiasmante avventura per far nascere il futuro nei vecchi stabili dismessi. Per far crescere la nostra semina in mezzo a vecchie abitudini e vecchi modi di pensare.

Vogliamo raccontare i successi ma anche le difficoltà. I riconoscimenti internazionali e i punti deboli. I casi di eccellenza e le esperienze da attivare o reinventare.

Partiamo da quel che è accaduto in questi anni per delineare una nuova strategia e rilanciare.

Ancora una volta puntiamo tutto sui giovani pugliesi.

“Mettici le mani” è un invito rivolto a ciascuno di loro.


Guglielmo Minervini
Assessore regionale alle Politiche Giovanili

 

> vai a www.metticilemani.it

02 Lug
Scritto da    |    02.07.2014

Ad Adelfia, nel barese, qualche giorno fa diversi ettari del bosco Rondinella sono stati dati alle fiamme. In quel posto da tempo i ragazzi di ECO2MPENSIAMO stanno portando avanti una preziosa iniziativa, mettendo a dimora un tot di nuovi alberi e piante per ogni metro cubo in più di cemento nel territorio comunale. Insomma, un’aritmetica della compensazione per mantenere in equilibrio l’ecosistema cittadino. E riqualificando un’area rurale degradata.

Scena analoga a Tuturano, nel leccese, dove i terreni sequestrati al clan Buccarella e gestiti da Libera, sono stati dati alle fiamme.

In entrambi i casi sono in corso le indagini.

Due episodi casuali sono un po’ troppi. Anche uno solo, lo è. Il sospetto c’è, ed è molto forte: non stupirebbe che dinanzi alla criminalità o anche alla illegalità ben gelosa dell’economia della speculazione e del mattone, queste attività rappresentino un ostacolo o anche solo un fastidio. Di bello c'è stata la reazione dei ragazzi.

In entrambi i casi, facendo intuire che non saranno sgambetti del genere a frenare il loro entusiasmo, la loro voglia di andare avanti.

Intanto in Senato, l'altro ieri, si è parlato di un caso Puglia per la numerosità delle intimidazioni ricevute dagli amministratori pubblici. Tanti davvero. Una macchina incendiata. Un portone bruciato. Una lettera minatoria. L’anno scorso quasi uno ogni tre giorni.

Sono tutti amministratori, alcuni giovanissimi, che magari non hanno curvato la schiena, non hanno girato la testa, hanno detto no a pratiche antiche di spartizione del territorio e del potere, che hanno inteso e continuano a intendere il loro ruolo come azione per il cambiamento. Non lasciare le cose come stanno. Non rassegnarsi.

Già, il cambiamento. In questi anni in Puglia, le pagine più importanti le hanno scritte le nuove generazioni. Dinanzi alla loro realtà non si sono limitati a chiedersi “perché” ma hanno detto “perché no”. E hanno cominciato a fare delle cose. A cambiare davvero. Se stessi e la loro realtà. Ma il cambiamento non è un pasto gratis. Il cambiamento spesso, troppo spesso è un conflitto. Si cambia anche per aprire spazi ai nuovi. Significa quelli che sono già dentro devono cedere opportunità, spazi, privilegi, posizioni, risorse, monopoli o oligopoli. Prima o poi, nell’azione del cambiamento, la resistenza della conservazione la incontri.

In forma esplicita e subdola. Aperta o sommersa. Ecco perché non è solo importante fare ma anche fare insieme. Tutti devono sapere che ad Adelfia e a Tuturano non ci sono solo quei ragazzi, ma ci siamo tutti noi. Che nessuno può essere toccato senza che tocchino tutti gli altri. Nella spinta per vincere l’inerzia al cambiamento c’è l’energia di tutti.

Questo tenerci per mano da più forza a ciascuno. E rende la nostra azione molto più incisiva. Questa deve essere la volta buona, perché diventi impossibile tornare indietro.

Lo sentiamo. A presto,

 

Guglielmo Minervini

Assessore alle Politiche Giovanili

30 Apr
Scritto da    |    30.04.2014

Con un bruttissimo acronimo vengono chiamati Neet: sono i ragazzi che non studiano e non cercano neppure un lavoro. Ragazzi che non immaginano un futuro. Che non progettano. Che hanno smesso di sognare e di sognarsi.

Con la conclusione delle prove d'ammissione, parte la nostra sfida: fare in modo che ciascuno di voi, una volta terminata la Scuola di Bollenti Spiriti, possa attivarsi per promuovere progetti sul territorio che siano in grado di far emergere il talento sommerso dei rinunciatari, l’energia sopita degli sdraiati, la competenza latente degli sfiduciati.

In ciascuno di loro c’è, da qualche parte, un principio da attivare per generare cambiamento. Di se stessi e della realtà.

Perché, tutti i giovani sono una risorsa. Tutti, nessuno escluso.

A tutti quelli che presto cominceranno le lezioni, vanno i miei migliori auguri di buon lavoro.

E un ringraziamento particolare va a tutti quelli che hanno preso parte alle selezioni e che non sono stati ammessi.

Perché se c'è una cosa che ho imparato in questi anni di lavoro con i giovani della Puglia, è che se una passione è grande e forte, non c'è nulla che possa contenerla.

Per questo, tutti quelli che non sono stati ammessi e che credono fortemente nel proprio progetto, sono certo troveranno le strade e le possibilità per farlo vivere e crescere.

Abbiamo bisogno di voi. Della vostra energia, della vostra competenza, della vostra intelligenza.

Noi ci crediamo.

In una Puglia dove, tutti assieme, si può scrivere un’altra inedita, totalmente inedita pagina di innovazione sociale.

Che dimostri che anche scommesse difficili come questa si possono vincere.

 

Guglielmo Minervini

Assessore alle Politiche Giovanili

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