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Bollenti Spiriti

All'Open Day Artefacendo si parlerà anche della Scuola di BS

04 Set
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Annarita Del Vecchio è una delle partecipanti alla prima edizione della Scuola di Bollenti Spiriti. Una scuola a carattere residenziale della durata di 8 settimane che si è tenuta a Taranto, nel periodo maggio/luglio 2014, per iniziativa dell’Assessorato alle Politiche Giovanili e alla Cittadinanza Sociale della Regione Puglia.

Durante la Scuola sono stati trattati i temi dello sviluppo locale, delle politiche giovanili, dell’imprenditoria sociale, della rigenerazione urbana e dell’animazione di comunità attraverso metodologie di apprendimento sul campo, in forte relazione con il contesto locale. L’obiettivo della “Scuola di Bollenti Spiriti” è formare nuove figure professionali in grado di partecipare al nuovo Piano Bollenti Spiriti 2014-2015 “Tutti i giovani sono una risorsa.

Le candidature alla seconda edizione della scuola scadono il 15 settembre.

Ad Annarita, che sarà con noi venerdì 12 settembre durante l'Open Day Artefacendo per parlaci della sua esperienza, le anticipiamo qualche domanda.



1. Perchè un giovane dovrebbe candidarsi alla Scuola di Bollenti Spiriti?

Parto dalla mia esperienza. Senza cadere in generalizzazioni ma con dati ed esperienze alla mano, non abbiamo difficoltà ad affermare e a definirci come la generazione della "formazione continua", dello specializzarsi a tutti i costi. Abbiamo accumulato titoli e titoli, ne abbiamo letti di libri e frequentato aule. Ma spesso, molto spesso il nostro "sapere" non è unito ad un "saper fare". Quindi alla domanda del perché candidarsi alla scuola di BS, posso rispondere perché "si fa". La comunità in cui ti muovi diventa il tuo contesto di apprendimento. Non ci sono libri o teorie, devi prima di tutto stare e poi imparare a leggere quello che c'è, quali sono le risorse latenti e in che modo quelle risorse posso emergere. Ed è per questo che non si parla di progetti ma di processi, una scuola insomma, che ti da una nuova lente e un nuovo modo di guardare e soprattutto di fare le cose. E poi, il valore aggiunto ed inestimabile di un'esperienza del genere, sono le persone che conosci. E non mi riferisco solamente alle esperienze di buone pratiche e di realtà innovative presenti su tutto il territorio nazionale (che non è poco). Ma penso ai compagni/e di quest'esperienza, la possibilità di conoscere le loro storie, quello che ciascuno/a ha apportato. Per me è stato fondamentale vedere che in questa Puglia così lunga e variegata c'è gente che non si arrende e che sta facendo cose bellissime e che ancora, nonostante tutto vuole continuare a fare.

2. Qual'è l'orizzonte che si apre dopo aver praticato il percorso della scuola di BS?

Non esiste un orizzonte predefinito. Anzi l'errore più grande a mio avviso, sarebbe pensare e vivere questa scuola come una specie di "ufficio di collocamento". Ognuno ha il compito e il dovere di costruirsi il proprio orizzonte. Come si fa??? Iniziando e osando. Sicuramente non è facile e chiaramente i tempi ci spingono verso una ricerca continua, per fare fronte a quelle necessità e urgenze che il sistema attuale (già da tempo ormai) non riesce più a rispondere. Ma è proprio questa la sfida, trovare nuovi modi, costruire relazioni significative che possono generare azioni forti e quindi creare opportunità. A mio avviso l'orizzonte (in continuo mutamento peraltro) te lo devi costruire cercando di mettere in circolo competenze e saperi, creando una comunità (nel senso più ampio possibile) e facendo.

3. Tu come hai intenzione di raggiungere quest'orizzonte?

Vedi sopra, Facendo

4. Quanto senso ha sfidare la crisi con strategie non convenzionali come quelle che si apprendono nella scuola di BS?

Per rispondere a questa domanda vi riporto alcune cose appuntate nel quaderno rosso che mi ha accompagnata in questo viaggio:

PAROLE CHIAVE

1) Valorizzazione delle risorse latenti e/o sotto-utilizzate

2) Responsabilità vs Controllo. Favorire lo sviluppo di una responsabilità collettiva/comunitaria per rendere più efficace e sostenibile lo sviluppo di un processo.

  1. Maggiore attenzione al processo più che al prodotto

  2. Generatività. Vuol dire processi che generano valore e non semplicemente che lo consumano

  3. Sostenibilità. Non è solamente quella economica/finanziaria. La sostenibilità è nel processo, è nelle relazioni.

 

Letto 1394 volte Ultima modifica il Giovedì, 04 Settembre 2014 20:05