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METTI SEI ITALIANI A SARAJEVO…

16 Lug
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Quei giorni a Sarajevo resteranno di certo tra i ricordi indelebili di tutti noi.

In sei dall’Italia arriviamo nella storica capitale della Bosnia-Herzegovina, dei perfetti sconosciuti fino a qualche ora prima, che da subito scoprono una perfetta sintonia tra di loro.

Tutti abbiamo un obiettivo comune: divertirci, socializzare e rispolverare il nostro inglese.

A Sarajevo conosciamo presto i nostri compagni di avventura: albanesi, montenegrini, serbi, lettoni, bosniaci, tutti entusiasti, pieni di domande e voglia di fare amicizia.

Un ragazzo di Sarajevo, Amar, diventa presto la mascotte del gruppo. E’ gentilissimo, ci racconta di come la guerra ha segnato al sua famiglia, lo accompagna un perenne sorriso malinconico. E’ lui a “prendersi cura” del gruppo italiano e nel nostro primo pomeriggio ci accompagna in giro per la città, dandoci le dritte su monumenti e piatti tipici.

La città mostra chiaramente i segni delle guerre da poco alle spalle, appartamenti sventrati, fatiscenti, solo una piccola zona centrale con luoghi di culto e mercatini appare ripristinata per i non troppi turisti.

Ci colpisce l’armonia, la convivenza perfetta tra sinagoghe, cattedrali, chiese, moschee, le une a pochi passi dalle altre, pacifiche, come buoni vicini.

Il giorno successivo al nostro arrivo iniziano le attività, principalmente dirette a rompere il ghiaccio, presentarci, raccontarci di noi e del nostro Paese.

A questo proposito vengono organizzare le consuete serate culturali: ai vari gruppi partecipanti viene data la possibilità di illustrare il proprio Paese con video, cibi, danze, aneddoti, raccontando così agli altri un pezzo della propria storia.

Noi italiani prendiamo la cosa fin troppo sul serio: sradichiamo le lenzuola dai nostri letti ed entriamo in scena vestiti da perfetti antichi romani, con annesse risate. Sicuramente tra le serate più divertenti.

Creato il gruppo, sono iniziate le attività più impegnative, affrontando temi come l’emarginazione, la tolleranza, l’inclusione. Gli argomenti che hanno appassionato tutti, tanto da divenire oggetto di conversazione anche nelle pause tra un’attività e l’altra.

A metà del programma gruppo si era oramai consolidato, e tutti hanno approfittato del compleanno del buon Pasqualone, anima dello scambio, per far festa assieme.

E’ stato interessante osservare come si è cercato di andare oltre i limiti linguistici di ognuno pur di riuscire a comunicare con gli altri.

La domenica abbiamo approfittato finalmente del bel tempo (nei giorni precedenti la zona è stata interessata da un vero e proprio nubifragio) per fare una gita a Mostar, un incantevole paesino di montagna a due ore da Sarajevo. Il ponte che univa le due estremità della città, bombardato negli anni ’90, è stato totalmente ricostruito, ed era piacevole passeggiare tra le colorate viuzze dei mercatini.

I più coraggiosi di noi hanno addirittura scalato la montagna che fiancheggiava il paese per raggiungere una croce lì in alto e godere di un panorama senza pari.

Al rientro eravamo tutti stanchissimi, e dopo cena ci siamo riuniti nelle stanze per le consuete chiacchiere notturne.

Gli ultimi giorni li abbiamo spesi cercando di metter su un’esibizione da portare davanti alla cattedrale di Sarajevo coinvolgendo i passanti. Danze tipiche dei vari Paesi, flah-mob, volantini, strategie pubblicitarie: tutto diretto a creare l’evento perfetto.

Ultimato il tutto però, l’esibizione non si è più fatta: il giorno previsto è stato dichiarato lutto nazionale per le vittime del nubifragio degli ultimi giorni e così abbiamo deciso di dare il nostro contributo come volontari per la Croce Rossa.

Un’intera mattinata è trascorsa smistando ed impacchettando roba da spedire agli sfollati, e i membri della croce rossa hanno ricambiato accettando il nostro invito per la festa dell’ultima sera.

E’ così arrivato il momento dei saluti, con scambi di indirizzi , promesse di rivedersi presto e tanta malinconia.

Per noi del gruppo italiano si è trattato della prima esperienza di questo tipo, ma presto siamo entrati nell’ottica dello scambio sfruttando tutte le potenzialità ed opportunità che lo stesso ci dava, finendo per darci appuntamento alla prossima avventura con Asap.

Letto 2342 volte Ultima modifica il Giovedì, 17 Luglio 2014 11:08