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Chi tocca quei ragazzi tocca tutti noi

02 Lug
Scritto da  in Parola a Minervini
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Ad Adelfia, nel barese, qualche giorno fa diversi ettari del bosco Rondinella sono stati dati alle fiamme. In quel posto da tempo i ragazzi di ECO2MPENSIAMO stanno portando avanti una preziosa iniziativa, mettendo a dimora un tot di nuovi alberi e piante per ogni metro cubo in più di cemento nel territorio comunale. Insomma, un’aritmetica della compensazione per mantenere in equilibrio l’ecosistema cittadino. E riqualificando un’area rurale degradata.

Scena analoga a Tuturano, nel leccese, dove i terreni sequestrati al clan Buccarella e gestiti da Libera, sono stati dati alle fiamme.

In entrambi i casi sono in corso le indagini.

Due episodi casuali sono un po’ troppi. Anche uno solo, lo è. Il sospetto c’è, ed è molto forte: non stupirebbe che dinanzi alla criminalità o anche alla illegalità ben gelosa dell’economia della speculazione e del mattone, queste attività rappresentino un ostacolo o anche solo un fastidio. Di bello c'è stata la reazione dei ragazzi.

In entrambi i casi, facendo intuire che non saranno sgambetti del genere a frenare il loro entusiasmo, la loro voglia di andare avanti.

Intanto in Senato, l'altro ieri, si è parlato di un caso Puglia per la numerosità delle intimidazioni ricevute dagli amministratori pubblici. Tanti davvero. Una macchina incendiata. Un portone bruciato. Una lettera minatoria. L’anno scorso quasi uno ogni tre giorni.

Sono tutti amministratori, alcuni giovanissimi, che magari non hanno curvato la schiena, non hanno girato la testa, hanno detto no a pratiche antiche di spartizione del territorio e del potere, che hanno inteso e continuano a intendere il loro ruolo come azione per il cambiamento. Non lasciare le cose come stanno. Non rassegnarsi.

Già, il cambiamento. In questi anni in Puglia, le pagine più importanti le hanno scritte le nuove generazioni. Dinanzi alla loro realtà non si sono limitati a chiedersi “perché” ma hanno detto “perché no”. E hanno cominciato a fare delle cose. A cambiare davvero. Se stessi e la loro realtà. Ma il cambiamento non è un pasto gratis. Il cambiamento spesso, troppo spesso è un conflitto. Si cambia anche per aprire spazi ai nuovi. Significa quelli che sono già dentro devono cedere opportunità, spazi, privilegi, posizioni, risorse, monopoli o oligopoli. Prima o poi, nell’azione del cambiamento, la resistenza della conservazione la incontri.

In forma esplicita e subdola. Aperta o sommersa. Ecco perché non è solo importante fare ma anche fare insieme. Tutti devono sapere che ad Adelfia e a Tuturano non ci sono solo quei ragazzi, ma ci siamo tutti noi. Che nessuno può essere toccato senza che tocchino tutti gli altri. Nella spinta per vincere l’inerzia al cambiamento c’è l’energia di tutti.

Questo tenerci per mano da più forza a ciascuno. E rende la nostra azione molto più incisiva. Questa deve essere la volta buona, perché diventi impossibile tornare indietro.

Lo sentiamo. A presto,

 

Guglielmo Minervini

Assessore alle Politiche Giovanili

Letto 2834 volte Ultima modifica il Mercoledì, 02 Luglio 2014 19:19