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Bollenti Spiriti

Il nostro impianto è in dirittura d'arrivo!

29 Gen
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WORM - Schema del processo
WORM - Schema del processo

Nell’ambito del progetto W.O.R.M., la prima fase è stata dedicata alla ricerca. In tale fase, ci si è concentrati sulla raccolta di materiali, informazioni, studi e pubblicazioni riguardanti i lombrichi; ovvero la fisiologia, il tasso di crescita, le condizioni ottimali di sviluppo e le caratteristiche metaboliche degli stessi.

A tale scopo è tornato utile consultare esperti in materia, docenti universitari ed aziende che si occupano dell’allevamento dei lombrichi. Infatti si è entrati in contatto con un allevamento di lombrichi di esperienza pluriennale con sede in Lombardia, con il quale si è stretto anche un accordo informale sull’acquisto dei lombrichi da destinale all’impianto pilota. Tale Azienda ha fornito utili ed importanti informazioni circa l’adattabilità dei lombrichi al clima locale e all’alimentazione cui verranno sottoposti.

I contatti consolidati in questa fase permangono saldi anche nella successiva e attuale seconda fase.

La seconda fase consiste nella sperimentazione. Nella prima parte di questa fase ci si è dedicati alla realizzazione e messa a punto dell’impianto pilota per mezzo del quale verranno condotte le sperimentazioni su liquami di diversa natura.

Dal punto di vista strutturale, nell’azienda agricola La Fiorita, si realizzato un impalcato dotato di copertura impermeabile che ospiterà sul piano rialzato la vasca di filtrazione asservita all’impianto e permetterà di lavorarci in condizioni di sicurezza.

Dal punto di vista idraulico, sono state acquistate delle cisterne che verranno utilizzate come bacino in testa all’impianto in cui verrà stoccato il refluo da sottoporre al trattamento ed a valle dell’impianto come raccolta dell’effluente trattato. Sono stati acquistati tubazioni e raccordi per il collegamento delle suddette vasche e per il sollevamento e aspersione del liquame nella vasca di filtrazione. Il sollevamento del refluo avverrà con una pompa per acque luride. Attualmente è in fase di realizzazione la vasca in cui avverrà la filtrazione e tale vasca sarà di materiale trasparente così da permettere una indagine visiva agevole dei diversi strati filtranti.

Sono state acquistate tutte le componenti per la realizzazione dell’impianto elettrico che alimenterà tutte le parti elettriche ed elettroniche dell’impianto di depurazione. Dato che la sperimentazione si svolge in campagna, è stato necessario acquistare circa 150 metri di cavo elettrico per condurre la linea all’impianto partendo da una sorgente di alimentazione elettrica posta a tale distanza da esso. Tale derivazione elettrica confluisce in un quadro elettrico a norma al fine di operare in sicurezza e proteggere alcune componenti elettroniche. In questa fase, al fine di un monitoraggio che abbia valenza scientifica, ci si è posti il problema di condurre delle misure (idrauliche, di temperatura, di umidità, di ph) a intervalli di tempo regolari e ravvicinati e creare una banca dati. Tali informazioni, a seguito delle analisi chimiche e microbiologiche condotte sugli effluenti dall’impianto, saranno fondamentali per ricostruire le condizioni al contorno di ciascun campionamento. Ciò è necessario sia per leggere in modo completo i risultati delle prove sia per l’impostazione dei vari parametri delle prove che seguiranno al fine di ottimizzarne i risultati. A tal proposito si doterà l’impianto di una centralina datalogger che gestirà vari sensori di misura e di allarme.

Messi a punto questi aspetti, in breve tempo si procederà alla seconda parte di questa fase, altrettanto impegnativa, in cui sarà messo in esercizio l’impianto pilota e saranno condotte le prove previste.

Durante la progettazione dell’impianto e la programmazione delle prove, di concerto con i partners scientifici, si sono meglio definite le tipologie di refluo da trattare. Si è convenuti di concentrare le prove esclusivamente sui reflui provenienti da frantoi oleari, detti acque di vegetazione e su liquami provenienti dalla stabilizzazione dei letami. In prima istanza si sono esclusi i reflui civili in quanto la presenza di materiali solidi in sospensione e galleggianti all’interno degli stessi, potrebbe creare intasamenti all’impianto al momento non dotato di dispositivi di filtrazione più avanzati e costosi; anche i reflui caseari sono stati accantonati in quanto dagli studi effettuati si evince che la presenza di acidi grassi tipici dei reflui caseari, può creare condizioni di vita dannose per i lombrichi, i quali necessitano di un ambiente neutro.

Ci si riserva in corso d’opera, in base ai risultati ottenuti e al tempo a disposizione, di individuare eventuali altre tipologie di liquame da trattare.

Letto 1087 volte Ultima modifica il Mercoledì, 29 Gennaio 2014 19:12