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Bollenti Spiriti

Il FRED è tornato, per salvare l'ex distilleria: convegno con esperti nei locali riqualificati del GOS

03 Lug
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Ancora ricco di prospettive è il futuro dell'ex distilleria, luogo di archeologia industriale protagonista di alterne sorti (politiche e non solo), e adesso in parte riqualificato nelle vesti del Giovani Open Space. Proprio in quei locali si è svolto ieri pomeriggio un convegno dal titolo "FRED è tornato", alla presenza di relatori ed esperti che hanno spiegato il progetto "FRED 2012", le prospettive di intervento e gli interrogativi che si presentano alla neo-eletta amministrazione, che non può ignorare uno spazio archeologico di così importante memoria e potenzialità per la città.

"Forum Riuso Ex Distilleria" è questo il significato dell'acronimo FRED, nome che raccoglie attività e progetti che si sono succeduti nel corso di decenni, e che ora riprendono vita con il progetto vincitore del FRED 2012, presentato da Paolo Doronzo, Alessandro Di Corato, Antonia Fiore, Francesco Damore e Salvatore Terlizzi, promotori – tra l'altro – del seminario di ieri. Tra storia e memoria, si è parlato di riqualificazione e recupero, di interventi immediati e di progetti a lungo termine.

Ha introdotto le relazioni Ottavio Marzocca, professore di filosofia etico-politica presso l'Università degli Studi di Bari: «Possiamo partire nell'analisi delle problematiche dell'ex distilleria osservandole da tre punti di vista: quello della storia, quello della politica e quello della cittadinanza, che si intersecano reciprocamente». L'ex distilleria, secondo Marzocca, è occasione fondamentale e posta in gioco della politica barlettana. «L'esperienza del FRED ci segnala ancora oggi l'emergenza e la necessità di cittadinanza attiva». Il professor Marzocca ha riassunto la storia ricca di vicissitudini del sito: nel 1967, il passaggio da proprietà privata a pubblica; nel 1976, la crisi definitiva sino alla chiusura e alla nascita di una nuova distilleria nella zona industriale di via Trani, in funzione solo per un breve periodo; il tentativo di acquisto da parte di un gruppo di imprenditori andriesi e l'approvazione del piano di recupero dell'architetto Gasparini nel 1998. Una parentesi è stata dedicata anche alle contestuali problematiche di Villa Bonelli: nel 1978, si rinunciò alla lottizzazione edilizia e fu acquisita nel patrimonio pubblico della città, come segnale di un'attenzione dell'allora amministrazione comunale che forse oggi è meno attivamente partecipe alla messa a disposizione dei cittadini di questi luoghi storici. Una proposta concreta viene lanciata da Marzocca per l'ex distilleria: trasferire nei locali riqualificati la biblioteca comunale. Ha poi continuato il professore: «Occorre distinguere il problema di lunga data del recupero, e il problema del risanamento degli edifici, dei tetti, delle strutture, che bisognerebbe cominciare da subito». La partita infinita dell'ex distilleria è rallentata, secondo Marzocca, dall'urbanistica come «politica a geometrie variabili con varianti urbanistiche ad hoc».

Come secondo intervento, si è parlato di "salvaguardia del bene" con Marisa Milella, della direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Puglia: «Il dibattito sull'archeologia industriale nasce in Inghilterra» ha spiegato Milella, ricordando che l'ex distilleria di Barletta sia stata «uno dei primi vincoli di archeologia industriale in Italia e sicuramente il primo in Puglia». Dopo il riconoscimento del sito come bene culturale, l'ex distilleria è diventata un vero e proprio monumento. «Bisogna andare contro la società liquida che scivola e subito dimentica – ha continuato - bisogna invece rivalorizzare i luoghi del passato, tanto da insistere e intervenire sull'assetto politico del territorio, per evitare l'abbandono degli spazi urbani, veri luoghi di progresso civile».

E' seguito l'intervento del professore di sociologia urbana Sergio Bisciglia, che ha parlato dell'ex distilleria come «oggetto di mediazione sociale, che ha permesso un passaggio di testimone tra generazioni, due generazioni che possono lavorare insieme». Trovando analogie con problematiche di Bari, senza risparmiare critiche alle «relazioni pericolose» tra amministrazioni e costruttori, comuni a varie città del territorio, Bisciglia ha esaltato la scelta della collettività barlettana di salvaguardare questo «oggetto del contendere». Come forme intermedie di spazio pubblico e privato, questi luoghi sono sempre protagonisti di idee e polemiche, da Punta Perotti al Teatro Margherita di Bari. In merito all'ex distilleria, sostiene che occorre «collegarla alla storia del territorio, e non renderla solamente "incubatore" di innovazione». Grandi opere di riqualifica di questo genere vanno poi inquadrate nel quartiere di riferimento, affinché non rimangano «cattedrali nel deserto».

Dopo la ricognizione storico e progettuale, non meno importanti gli interventi istituzionali, a cura diAzzurra Pelle, presente nella duplice veste di neo-assessore e docente di "Storia della città e del territorio" presso l'Università di Basilicata, e del vicesindaco Anna Rizzi Francabandiera, in sostituzione del sindaco Pasquale Cascella, sottolineando «la cementificazione selvaggia è stata un cancro di questa città - e ancora - Aiutateci a capire quali sono le principali necessità del territorio» vedendo un importante elemento di stimolo in appuntamenti come questi.

Al termine, durante il dibattito, è intervenuto anche l'assessore al Patrimonio, Francesco Dipalo, confortando l'idea che siano necessari imminenti lavori per la messa in sicurezza delle strutture rimanenti.

«Recuperare i fili di una memoria trascurata»: riprendendo le parole di Azzurra Pelle, è questo il senso più profondo del "ritorno" all'ex distilleria, luogo di potenzialità ma soprattutto di storia. Nell'auspicio che esperienze di cittadinanza attiva come questa non restino percorsi solitari che si divincolano tra le barriere di una politica silente e corruttibile; nel desiderio di raggiungere quei cosiddetti "beni comuni" aperti a tutti; nella speranza di recuperare il ritardo su un PUG che valorizzi veramente la città nella sua interezza e nelle sue potenzialità.
Letto 1412 volte Ultima modifica il Mercoledì, 03 Luglio 2013 16:48