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Bollenti Spiriti

Prima e seconda relazione

04 Apr
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Phytobio Murgia, in attesa del periodo vegetativo delle piante officinali tipiche della Murgia che permetterà l’inizio delle analisi chimico-microbiologiche nelle varie fasi di raccolta, l’estrazione dei principi attivi e la realizzazione di formulati innovativi, ha avviato uno studio approfondito delle piante e della normativa vigente nel settore. Ha creato un software per la gestione e l’accettazione dei campioni raccolti, grazie alla collaborazione della Azienda Agricola Biologica “La Fiorita” e parallelamente ha realizzato delle Carte di controllo per verificare l’andamento dei vari parametri. Le professionalità coinvolte frequenteranno dei corsi tra cui nello specifico al momento di natura teorico-pratica di "Fitoterapia applicata: micro e macronutrizione" per poter approfondire lo studio delle piante, dei loro principi attivi e degli effetti benefici prodotti nell’organismo umano e poter quindi poi traslare tali competenze nell’ambito dell’idea progettuale. Al più presto inoltre seguirà la pubblicazione del nostro sito web con tutti i risultati delle ricerche effettuate e di una bacheca dai contenuti utili a livello igienico-sanitario per l’utilizzo comune corretto di tali piante officinali anche e soprattutto a livello gastronomico!! La seconda fase del progetto si è sviluppata nei mesi da Marzo a Luglio seguendo l’iter di crescita delle piante officinali e permettendo in parallelo la raccolta e le analisi delle diverse specie. Grazie alla collaborazione dell'azienda Agricola Biologica “La Fiorita” e del Laboratorio Tecnolab, che hanno messo a disposizione le proprie strutture e parte del materiale necessario, sono state raccolte e stoccate le piante officinali dell’Alta Murgia: Asfodeline lutea L., Thymus Serpyllum e Ceterach Officinarum Lam. Et DC. Queste sono state attentamente studiate e fotografate nelle diverse fasi vegetative (pre-fioritura, fioritura e post-fioritura).La raccolta è stata fatta seguendo alcuni criteri importanti: utilizzando attrezzi idonei per non danneggiare l'ambiente, scegliendo esemplari tra i migliori non colpiti da parassiti, non deteriorati, privi di polvere e sporcizia. La raccolta è avvenuta prevalentemente di mattina presto subito dopo, le piante sono state poste in appositi contenitori etichettati e sottoposti in parte ad essicazione, parte a surgelamento, parte a sottovuoto ed il resto è stato analizzato a fresco dal punto di vista microbiologico e chimico. Per essiccare in modo naturale e con i migliori risultati, le piante sono state disposte in un unico strato in cassette da frutta di legno e coperte con teli velati ad una temperatura di circa 25°C per 10 giorni. Per il surgelamento le piante sono state riposte in sacchetti sterili permettendo la fuoriuscita di aria e riposte nel surgelatore al di sotto di -18 °C per 10 giorni. Per la conservazione sottovuoto è stata utilizzata una confezionatrice e stoccati i campioni per una settimana. Le piante sono state poi catalogate e accettate per tipologia e stadio vegetativo sul file apposito. Per le analisi microbiologiche, sono stati presi in considerazione microrganismi indicatori di un livello generale di contaminazione del prodotto e specie potenzialmente patogene; si è focalizzata l’attenzione sulla carica microbica mesofila totale, sul contenuto di miceti, di clostridi solfito-riduttori, Bacillus cereus ed è stato eseguito il Filth-test.I risultati ottenuti sui campioni a fresco, seguendo dettagliatamente le metodiche ufficiali,hanno messo in evidenza che si parte da valori di carica microbica mesofila a 30 °C dell’ordine di 105-106 UFC/g sia per il Thymus Serpillum che per l’ Asfodelina lutea L, leggermente superiore risultano i valori riscontrati per il Ceterach Officinarum Lam, si prenda a riferimento indicativamente il limite dato dalla Farmacopea italiana sui preparati di 107 UFC/g. I valori riguardanti Lieviti e Muffe sono per tutte e tre le piante dell’ordine di 103-104 UFC/g nello stato di pre-fioritura. Si è evidenziato un andamento via via crescente della concentrazione microbica e micetica dalla fase di prefioritura a quella di post-fioritura. I campioni invece analizzati dopo il processo di essicazione, per tutte e tre le piante nei diversi stati vegetativi, hanno mostrato un notevole miglioramento dal punto di vista microbiologico. Dopo il surgelamento, i parametri microbiologici analizzati hanno dato invece risultati simili a quelli ottenuti sui campioni a fresco. Per quanto riguarda il sottovuoto, i livelli di contaminazione riscontrati sono risultati leggermente superiori a quelli condotti sulle piante a fresco, quindi questa forma di conservazione è ritenuta la meno idonea per le piante. Dai risultati finora ottenuti si può dedurre che dal punto di vista microbiologico, il periodo della pianta migliore è la pre-fioritura e il miglior metodo di conservazione è l’essiccazione. In contemporanea la Dottoressa Forte ha seguito il corso teorico-pratico di “Fitoterapia applicata: micro e macronutrizione”.Le tematiche affrontate hanno riguardato i principi fondamentali della Galenica e l’uso tradizionale delle piante officinali; un attento approfondimento dei vari organi con relative possibili patologie associate e la corretta alimentazione da adottare, il tutto associato all’utilizzo di rimedi fitoterapici o di integratori alimentari. Tali competenze sono state fondamentali per la preparazione di alcuni contenuti associati al sito web dell’Associazione. Dal punto di vista chimico, oltre alla possibile presenza di metalli pesanti, particolare importanza riveste la potenziale contaminazione da pesticidi per effetto deriva dai terreni coltivati e della concentrazione di Micotossine. I valori riscontrati per le piante officinali considerate sono stati dell’ordine medio di 0,10 mg/Kg di Cadmio a fronte di un limite di Legge sui preparati di 0,5 mg/Kg, mentre per il Piombo di 1,2 mg/Kg a fronte di un limite di 3 mg/Kg. Le distribuzioni delle concentrazioni per ogni elemento si possono considerare congrue all’uso dei fitocomplessi nelle preparazioni e in generale si può dire che i livelli di elementi riscontrati sono rassicuranti rispetto all’atteso. È stato rilevato, mediante gas-cromatografia, un bassissimo livello di pesticidi per effetto deriva sulle piante officinali spontanee della Murgia (composti organo clorurati, organo fosforati ed i piretroidi). La concentrazione di micotossine può essere molto variabile in funzione delle caratteristiche specifiche delle materie prime, delle condizioni climatiche nelle zone di produzione, delle tecniche agronomiche, delle modalità di raccolta e conservazione. I risultati delle analisi per le Aflatossine hanno rilevato la presenza di un basso livello di concentrazione di Aflatossina B1 nelle varie fasi intorno all’ordine di 2 µg/Kg nella Ceterach Officinarum Lam. Et DC, negativa per l’Asfodeline lutea L nella prima fase vegetativa e dell’ordine di 0.5 µg/Kg in fioritura, negativa nel Thymus Serpyllum nella prima fase vegetativa e dell’ordine di 0.8 µg/Kg in fioritura rispetto ad un limite di legge sui preparati di 5 µg/Kg , i valori dell’Aflatossina B1 tendono leggermente ad aumentare dopo l’essicazione delle piante. Il valore delle restanti Aflatossine(G1,G2,B2) è quasi nullo. Il valore delle Aflatossine totali risulta molto basso rispetto ad un limite di Legge sui preparati finali di 10 µg/Kg. Studi dimostrano che i livelli di queste ultime micotossine non sono ridotti dai metodi di cottura domestici, sia con microonde che con gas convenzionale, e che le tossine non si decompongono alla temperatura di ebollizione dell’acqua durante la preparazione della tisana o dell’infuso I livelli individuati di Deossinivalenolo nelle diverse specie sono risultati invece, inferiori ai 150 µg/Kg .Questi valori tendono a restare abbastanza costanti dopo la conservazione e lo stoccaggio delle piante officinali. Contestualmente alle analisi igienico-sanitarie, si sono estratti i principi attivi delle piante officinali. Si è eseguita la “stabilizzazione” dei campioni che provoca l’inattivazione irreversibile degli enzimi del fitocomplesso.Tale metodo eseguito con il Soxhlet è ottimale se il principio attivo non è termolabile, non conoscendo al momento tale dato sperimentale si è eseguita una estrazione per spremitura nelle diverse fasi vegetative. Si eseguirà l’analisi di tutti i preparati per l’individuazione dei principi attivi e del tempo balsamico. Tutti questi contenuti e dati scientifici saranno pubblicati sul nostro sito, insieme alle carte di controllo specifiche per pianta, fase vegetativa e parametro esaminato (www.phytobiomurgia.it).


Letto 882 volte Ultima modifica il Mercoledì, 06 Marzo 2013 15:10