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Bollenti Spiriti

Ciclospazio, Prima relazione di monitoraggio

25 Mar
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Nei primi mesi di vita il “Ciclospazio”, la prima ciclofficina di tipo sociale di Bari con annessa Anagrafe della Bici, ha raggiunto buona parte degli obbiettivi che si era prefissa. Innanzitutto è stata individuata una sede di tutto rispetto, vicina alla pista ciclabile di viale unità d’Italia e facilmente raggiungibile grazie all’ubicazione quasi centrale e vicina alle maggiori università di Bari, ma soprattutto grande e accogliente, che abbiamo reso coloratissima e attrezzato con due banconi da ciclofficina, un’area wi-fi con due pc portatili a disposizione degli associati, una libreria per il book crossing, un fantastico tavolo da riunioni mimetizzato da tavolo da ping-pong e un videoproiettore da parete che “spara” immagini in hd a 300 pollici con il quale mostrare film a tema, proiezioni di fotografie e workshop tenuti dai nostri meccanici . La possibilità di autoripararsi la bicicletta e di modificarla secondo le proprie esigenze ha sin da subito attirato un cospicuo numero di ciclisti urbani, molti dei quali studenti universitari, che sono diventati nostri soci e che invadono giocosamente la ciclofficina praticamente tutti i giorni, per aggiustare una ruota forata, per cambiare un pignone o per progettare un’improbabile bicicletta a due manubri. Il servizio di Anagrafe della Bici ha cominciato a carburare solo al rientro dalla vacanze, ma stiamo procedendo a marchiare almeno due biciclette al giorno: l’Anagrafe della Bici cresce sempre di più, in attesa dell’ultima revisione del sito web che avverrà si spera entro la fine del mese corrente.
Abbiamo realizzato un workshop sulla riparazione della bicicletta che ha riscosso un successo non preventivabile, più di 30 persone si sono sorbite più di 100 slide che mostravano la bicicletta sezionata in ogni sua parte suddivisa in 3 giornate full immersion con prova pratica ed esame finale che ha lasciato molti con la voglia di approfondire ulteriormente la tematica in questione.
In estate abbiamo siglato un importante accordo con un’altra realtà nata grazie a Principi Attivi che ha enfatizzato la nostra voglia di creare network fra le varie esperienze sul territorio e che, grazie anche alla partecipata passione dei nostri associati ha permesso di formare con un workshop specifico della durata di 10 giorni 5 tecnici esperti in riparazioni e assistenza della bicicletta dell’associazione “Su due pedali, bike incoming nel turismo sociale” al fine di formare e integrare nella società persone diversamente abili . Con l’associazione poi , abbiamo organizzato 4 itinerari cicloturistici nella valle d’Itria nei quali abbiamo illustrato le bellezze della nostra regione a cavallo delle nostre silenziose biciclette spaziando in lungo e in largo per le colline e le spiagge di puglia riscontrando sempre una affluenza importante considerando i pochi mezzi a disposizione. In valle d’Itria prima e nel comune di Rutigliano poi è stata allestita una ciclofficina stabile gemellata con Ciclospazio presso il plesso di Madonna  del Palazzo e gestita dai tecnici formati dal nostro staff.
Nel realizzare il nostro network di associazioni abbiamo avuto il piacere di confrontarci con diverse realtà installate sul territorio ben prima del Ciclospazio fra le quali spicca per esperienza, affidabilità e serietà l’associazione Cicloamici di Mesagne con la quale abbiamo subito intrecciato i nostri percorsi e le nostre idee fino a pensare di fungere da base di appoggio per un eventuale distaccamento barese dei Cicloamici data la molteplicità delle associazioni presenti in Puglia con denominazione afferente a loro. Con i ciclo amici abbiamo conseguito l’attestato di cicloaccompagnatore turistico e pensiamo di avviare partnership data la loro affiliazione FIAB.

Il CicloSpazio comincia a diventare un punto di aggregazione di tutte le realtà su due ruote della città coinvolgendo sempre più le riluttanti associazioni del territorio che, non avendo quasi mai sede fisica , si appoggiano al Ciclospazio per riunioni e appuntamenti. Il progetto, sviluppato in assenza di una costosa campagna pubblicitaria, riesce grazie al passaparola e alla capillare distribuzione di materiale informativo semplice e mirato, a raggiungere una utenza già di per sé sensibile al tema della bicicletta. La possibilità di usufruire della marcatura e dell’anagrafe elettronica rende prevedibile immaginare che saranno in molti a volerne usufruire anche nella città di Bari. Tale crescita ha implicato la necessità di creare un luogo,fino ad allora inesistente, nel quale fosse stato possibile autoripararsi la bicicletta in tempi rapidi, senza essere costretti a lasciare il proprio prezioso mezzo di locomozione presso un’officina tradizionale. Opportunità da cogliere almeno per quelle piccole riparazioni quali forature o rotture della catena che, con un minimo di conoscenza e di abilità manuale, ognuno di noi può risolvere da solo. Il CicloSpazio mette gratuitamente a disposizione di tutti gli associati gli attrezzi necessari, un banco di lavoro e i suggerimenti necessari per rimettere in sesto la propria bicicletta.

La possibilità di punzonare la propria bici come metodo di antifurto è una proposta nuova per la città di Bari, che purtroppo è sempre nei primi posti delle classifiche dei furti di mezzi a due ruote, bici comprese. Si è creata, insomma, la possibilità di poter avere con una modica spesa un deterrente come la marchiatura indelebile, collegata univocamente ai dati del proprietario e inserita dentro una Anagrafe della Bicicletta e di poter sapere in tempo reale, grazie alla lettura immediata effettuabile con qualsiasi telefonino dotato di fotocamera e connessione ad internet del codice Quick Response (QR)  inserito affianco alla punzonatura su di un adesivo ultradistruttibile. Questo consente di sapere a chi appartiene una bici abbandonata per strada o parcheggiata in un posto diverso da quello solito: una opportunità decisamente allettante per qualsiasi ciclista che, con la realizzazione dell'iniziativa, può lasciare la sua bici parcheggiata avendo qualche certezza in più di ritrovarla al suo ritorno.

Concorrenti attuali della ciclofficina CicloSpazio potrebbero essere le officine di riparazione bici tradizionali: così non è, però. Il CicloSpazio non è un luogo dove portare la bici rotta per poi ritirarla riparata ma è luogo nel quale le persone imparano a rimettere in sesto la propria bici, imparano ad utilizzare gli attrezzi in sicurezza e scambiano le proprie conoscenze. Inoltre il mestiere del riparatore di biciclette è quasi in via di estinzione, le officine in città sono poche e imparare il mestiere potrebbe diventare una buona opportunità lavorativa, se vista in un futuro a medio termine.
Altro tipo di concorrente, per lo meno in apparenza, possono essere considerate le altre associazioni locali di ciclisti, urbani e non. Al contrario, il CicloSpazio e il suo sito web, così come l’Anagrafe della Bici,intendono diventare uno spazio condiviso con le altre associazioni già presenti sul territorio fornendo loro il know-how, la strumentazione, la capacità organizzativa e le risorse umane in cambio di una partecipazione attiva al progetto in un’ottica socializzante e di community, anche perché la nostra esperienza ci insegna che le varie realtà sono sparpagliate sul territorio  e spesso ignorano le attività che le altre associazioni stanno portando avanti. La ciclofficina e il suo sito web tendono quindi a diventare il punto di incontro per coloro che usano normalmente la bicicletta come mezzo di trasporto, aggregando il maggior numero di news e iniziative locali e non sul tema bicicletta e mobilità sostenibile, stimolando un confronto con associazioni locali che vorranno mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze.

Anche se altre associazioni o officine dovessero dotarsi dello stesso sistema di marchiatura, ciò avrebbe come unico effetto la standardizzazione de facto di uno strumento utile a tutta la cittadinanza, aumentando quindi il valore stesso della marchiatura. Stessa cosa dicasi per l’educazione alla cultura della bicicletta, tema già portato avanti da altre associazioni, che però nel CicloSpazio avverrà attraverso il contatto diretto con il mezzo, sul quale poter agire direttamente, arrivando a conoscerlo, modificarlo e personalizzarlo completamente, per cui la bici diventa un mezzo di cui il proprietario ha piena consapevolezza insieme al potere di ripararlo o trasformarlo, per cui la bicicletta diventa un'espressione di sé, una forma d’arte, e come tale acquista un valore superiore a quello economico.

Bari ha ”fame” di biciclette e di mobilità sostenibile e il CicloSpazio vuole diventare il luogo dove reinventare la mobilità cittadina, dove promuovere la bicicletta come mezzo alternativo per una città più pulita, dove portare bici distrutte e restituirle a nuova vita e dove il legittimo proprietario può assicurarsi una lunga e felice convivenza con il suo mezzo a due ruote donandogli una targa antifurto indelebile e univoca.

Nei primi mesi del progetto, sarà necessario innanzitutto attrezzare il luogo fisico nel quale saranno svolte le attività. L’individuazione della location – un primo giro esplorativo è stato compiuto – dovrà corrispondere a criteri di economicità, in primo luogo. Quindi di comodità di uso: si pensa di ubicare la ciclofficina in modo tale che possa essere raggiunta con facilità dai potenziali fruitori, dunque nel cuore urbano della città o nei pressi di qualche importante arteria di snodo. Si fa notare come i proponenti intendono venire incontro anche alle esigenze di chi non è nelle condizioni di poter raggiungere la ciclofficina, pensando, nella fase di avvio del progetto, alla realizzazione dell’attività di ciclo soccorso. L’utente in particolari condizioni di difficoltà sarà dunque raggiunto e la bicicletta, nel caso in cui il guasto sia di entità lieve sarà riparata sul luogo. Una volta individuato il luogo e siglato un contratto di locazione, si passerà quindi ad attrezzare le ciclofficina. Si prevede che nel corso dei primi cinque mesi i proponenti saranno perfettamente in grado di completare la messa in opera di un bancone attrezzato che, con l’ausilio di alcuni portabiciclette consentano le riparazioni meccaniche e la punzonatura. Il costo stimato è di circa 8.500 euro: si fa notare che il solo incisore a micro percussione elettropneumatico, che marchierà le biciclette rendendole facilmente individuabili e dunque riconducibili al proprietario, ha un costo di circa 6.000 euro.  Nei primi mesi di attività, inoltre, saranno acquistati utensili specifici per consentire l’avvio del laboratorio di riparazione, nonché materiali e strumenti per la manutenzione delle biciclette. Materiali, questi ultimi, che dovranno essere disponibili per rispondere alle più varie esigenze dell’utenza: si pensi a pezzi di ricambio per i freni, per i pneumatici o per gli organi di trasmissione. Sempre nei primi mesi, per un costo che assommato alle voci precedenti si stima essere di circa 2.500 euro, si prevede l’acquisto di computer e server per l’acquisizione dei dati e la conservazione dei dai relativi alle identità delle biciclette. Nelle fasi di avvio del progetto (primi quattro mesi) e nell’immediatezza dell’avvio delle attività (ultimi due mesi), ci si propone inoltre, per un costo che è stimato in circa 2.000 euro, di organizzare una campagna pubblicitaria a mezzo stampa che sfruttando le regole della cosiddetta comunicazione di attesa, prepari il pubblico alla novità istruendolo, al contempo, alla peculiarità del servizio proposto. Dunque, si prevede una campagna pubblicitaria a mezzo stampa e tv ma anche forme comunicative diverse, quali l’utilizzo degli strumenti del volantinaggio, dei gadget utili per la promozione dell’azienda,  quanto quello dei social network. In quest’ultimo caso, l’attività peculiare del web 2.0 sarà affiancata dalla creazione di un sito web. La costruzione, lo sviluppo e la messa online del sito e del database si prevede possa essere realizzato negli ultimi 4 mesi, per un costo di circa 5mila euro.  Nel corso dell’intero anno solare, invece, saranno compiute operazioni necessarie per il funzionamento del progetto quali, ad esempio, l’istituzione di un conto bancario e l’acquisizione di fideiussioni. Sarà necessario, inoltre, allacciare le utenze di luce, acqua, gas e dei servizi internet per tutta la durata dell’impresa (12 mesi) per un costo stimato in circa 7.000 euro. Si fa notare, infine, come l’elemento caratterizzante l’impresa che si desidera costituire sia dato dalla volontarietà delle collaborazioni garantite dalle associazioni di ciclisti già impegnate sul territorio e che hanno  formalmente aderito alla proposta progettuale con lettere di intenti allegate. Partecipazioni il cui costo è nullo e che si protrarranno nel tempo.

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