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Bollenti Spiriti

RSVP – Puntata 8: Maker Faire...non chiamateci nerd, noi siamo geek!

03 Giu
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 [video:http://www.youtube.com/watch?v=W4jC8S2hzsA 480x360]
Quanti di voi hanno trascorso pomeriggi interi preferendo il LEGO alla console? Quanti rimanevano affascinati dal mondo incantato che che si scopriva smontando un elettrodomestico in disuso invece che da una partita a pallone? Quanti, anzichè andare in discoteca, sceglievano di rimanere in casa a scrivere storie, a disegnare o a suonare uno strumento musicale? Se anche voi, come me, siete sempre stati considerati un po’ nerd per tutta la vostra vita, perchè al divertimento di massa avete sempre preferito quello di nicchia, beh preparatevi a una bella rivincita. E la chance ve la offre la Silicon Valley.
In Italia, il termine nerd, o secchione, viene generalmente utilizzato per indicare in maniera quasi indiscriminata una categoria troppo vasta di persone, che vanno dal ricercatore-topo da laboratorio, al pensatore visionario, dall’appassionato di computer fino ad arrivare al genio incompreso. In ogni caso, la parola nerd è associata, nell’immaginario collettivo, a una persona poco interessante, sfigata, inconcludente e soprattutto noiosa. Però in America, esiste anche la parola geek, che originariamente aveva lo stesso significato di nerd, ma che man mano ha assunto un connotato completamente diverso. Per quanto rimanga un disastro dal punto di vista delle relazioni sociali, il geek, ovvero lo smanettone, è il nerd con una marcia in più. A differenza del nerd, il geek è la persona curiosa, l’individuo dotato di inventiva, colui che ha voglia di sperimentare e di esplorare il mondo e che per questo ha sempre una domanda - o almeno prova sempre a dare una risposta (o a cercarla).
In America, dove il fai da te è un culto, e in particolare in Silicon Valley, sono proprio i geek coloro che generano le idee capaci di cambiare il mondo, o che almeno ci provano. A tutte queste persone – e il mondo fortunatamente ne è pieno - gli Stati Uniti dedicano fiere, festival e manifestazioni di ogni genere, per fare in modo che la comunità geek possa incontrarsi, esprimersi, e chiaramente, generare idee che possano diventare la killer technology di domani. Uno degli eventi più significativi è sicuramente la Maker Faire, appena svoltasi a San Mateo, vicino a San Francisco. Promossa dalla rivista Make, la rivista dedicata a chi ha il DNA dello smanettone, e sponsorizzata da Google, Arduino, SparkFun e altri nomi noti dell’elettronica e dell’informatica, la Maker Faire è una sorta di geek pride.  Oltre ad essere una fiera a tutti gli effetti, con annesso mercatino per la compravendita di prodotti elettronici e per il fai da te, la Maker Faire è soprattutto un grande raduno di idee in cui è possibile mostrare agli altri i prodotti della propria creatività, e stimolare gli altri a mettersi in gioco.
In uno spazio espositivo immenso ma affollato al punto da essere a mala pena sufficiente, gli appassionati del fai da te e possono esporre le proprie creazioni, incontrare gli altri e divertirsi tra mirabolanti attrazioni e le temibili garlic fries, le patatine fritte impestate con l'aglio, che sembrano stare lì proprio per compromettere ulteriormente la capacità di relazionarsi con gli altri. Non è semplicemente una festa per i creativi in stile americano: come potete vedere, la Maker Faire è una via di mezzo tra il carnevale di Putignano e un’officina, tra un laboratorio di sartoria e un asilo nido, tra un centro di ricerca e un negozio di giocattoli, tra un garage e un concerto.
In fondo eventi come la Maker Faire sono strumenti potentissimi di coesione sociale, perché mettono il diverso, il geek appunto, al centro dell'attenzione, e gli danno una voce, liberandolo dall’etichetta di nerd. La Maker Faire, con tutta la sua follia carnevalesca, è una lezione di vita per quanti snobbano i sognatori, perchè insegna che le idee, che siano vincenti oppure no, sono fatte per poter essere toccate. Ci insegna che la passione ci rende invincibili, perché ci permette di dare materia ai sogni, al di là delle imperfezioni del fai da te. Il geek pride chiama a raccolta e al senso dell'unione: nessuno è perfetto, ma si può sempre riuscire a far meglio, insieme. 
Liberiamoci dalla soggezione di chi boicotta le idee a prescindere, di chi bolla i sognatori come pazzi. E ritroviamo l’orgoglio di essere visionari e di cambiare il mondo, con o senza contorno di patatine all’aglio.
E ricordate: le geek c’est chic!
Vi ricordo che RSVP sta per “Rispondete, per favore” (e quindi, rispondete!) o, se volete, per Ricreiamo la Silicon Valley in Puglia (e non solo). RSVP.
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