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Bollenti Spiriti

Renew-EnerGIS: Relazione Finale

30 Set
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Quello che abbiamo realizzato è un lavoro di ricerca sul comparto delle biomasse agricole in Salento, che prende spunto da uno studio precedentemente realizzato dal CREAR-Centro Interdipartimentale sulle Energie Rinnovabili dell’Università degli Studi di Firenze, nostro partner progettuale. Tale studio (BIOSIT) era volto a valutare le potenzialità di attivazione di filiere bioenergetiche “corte e medie” in grado di produrre biocombustibili per l’alimentazione di impianti termici ed elettrogeneratori in Toscana, analizzando tramite strumenti GIS la possibilità di recuperare biomasse residuali e dedicate dal comparto agricolo, selvicolturale e dall’industria food e del legno.

Il nostro obiettivo nel Renew-EnerGIS è stato un’analisi analoga sulle biomasse restringendo il campo al nostro territorio salentino ed occupandoci della tipologia di biomasse che più è presente nelle nostre terre, ossia la biomassa derivante dalle attività agricole. Lo studio si è sviluppato nelle fasi che descriviamo qui di seguito. Vogliamo sottolineare che molte delle attività sono state svolte in maniera continuativa o comunque riprese più volte durante l’anno (ad esempio la gestione amministrativa della società e l’analisi sulle mappe) per cui la divisione che segue vuole essere più che altro uno schema coerente di cosa è stato fatto.

Prima Fase: Costituzione della società (snc), individuazione dei collaboratori e dei professionisti da coinvolgere nel progetto. Ideazione delle grafiche.

In questa prima fase, cominciata prima della firma ufficiale di progetto, abbiamo proceduto con la costituzione della società e quindi con le pratiche burocratico-amministrative. Abbiamo anche individuato alcuni soggetti di cui ci siamo avvalsi durante lo svolgimento del progetto, in particolare il commercialista e il grafico e alcuni collaboratori esperti di strumenti GIS. A tal fine ci siamo anche interfacciati molto con l’Università di Firenze, con cui già avevamo contatti, per ampliare proficuamente le nostre competenze sugli strumenti GIS e sul tema della biomassa. Di questo contributo scientifico ci siamo comunque potuti avvalere fino alla fine del progetto. Durante questo primo periodo sono anche state ideate le grafiche per la società e il progetto, la bozza del sito internet e i bigliettini da visita, usati anche nelle fiere a nei convegni a cui abbiamo poi partecipato.

Seconda Fase: Creazione del data base sulle aziende agricole locali, indagine sull’agricoltura del Salento e sull’uso locale della biomassa, primi contatti con le aziende. 

In questa seconda fase si è cominciato a redigere un data base sulle aziende agricole locali in modo da poterle contattare direttamente per renderle partecipi del progetto. In questa fase abbiamo realizzato fosse creare una raccolta dati sul territorio essendo reperibili dati sulla biomassa solo su scala nazionale o regionale e rendendosi necessaria una stima realistica da poter confrontare col nostro modello teorico. Il questionario successivamente sottoposto alle aziende è stato pensato e sviluppato prendendo spunto da uno studio sulle biomasse dell’ENEA, ma rimodellato per le aziende locali e per i dati di nostro interesse.

Terza Fase: Elaborazione della metodologia di analisi delle mappe GIS e studio preliminare sulla agricoltura dalle mappe a tutt’oggi disponibili. Contatti con le aziende a cui abbiamo sottoposto il questionario.

Lo studio si è basato su analisi territoriali fondate sulla teoria delle risorse rinnovabili e sulla teoria della localizzazione. Anche in questo caso,la struttura portante per l’identificazione dei centri di valorizzazione delle biomasse e dei corrispondenti bacini di approvvigionamento è rappresentata dal GIS. Sono state reperite le mappe e le foto satellitari dal sito cartografico regionale e si è proceduto all’identificazione delle zone votate a oliveti e vigneti. Come ci aspettavamo per il comparto agricolo salentino si può sostanzialmente considerare queste come colture rilevanti poiché la quantità di potature e residui dalle restanti colture e dai boschi risulta di gran lunga minore. Le aziende, di cui si era già redatto il database, sono state contattate con svariati mezzi ed è stato somministrato il questionario appositamente redatto. I questionari raccolti sono stati tuttavia insufficienti per una buona analisi statistica e abbiamo dunque provveduto a contattare alcune associazioni di categoria per avere un supporto nella raccolta dati.

Quarta Fase: Implementazione della metodologia sulle mappe, analisi dati GIS, completamento indagine statistica sulle aziende. Contatti con l’associazione italiana sul Biochar.

In questa fase è stato svolto gran parte del lavoro di analisi sulle mapper GIS e sono stati ricavati i risultati presenti nel report. Il lavoro si è protratto più del previsto a causa dell’altissima risoluzione a cui si è preferito lavorare, pertanto contestualmente è stata chiesta una proroga nella scadenza del progetto. Purtroppo nonostante il grande sforzo fatto per ricevere dati reali sulla biomasse da parte delle aziende, i dati raccolti sono stati scarsi e frammentari. In questi mesi abbiamo anche preso i primi contatti con l’Ichar, associazione italiana sul Biochar e con un istituto del CNR di Firenze che si occupa della sua sperimentazione. Tale argomento è stato valutato da noi interessantissimo al fine della prosecuzione del progetto oltre la scadenza di Principi Attivi.

Quinta Fase: Organizzazione della presentazione ufficiale del Renew-EnerGIS e dimostrazione della produzione di Biochar. Completamento del report finale.

Gli ultimi due mesi sono stati spesi per mettere a punto la breve pubblicazione a compendio del progetto e per organizzare l’evento finale. Abbiamo trovato un buon sostegno nel Comune di Nardò che ci ha fornito supporto nella comunicazione e ci ha concesso gratuitamente lo spazio in cui organizzare l’incontro, una magnifica masseria immersa nel parco regionale di Porto Selvaggio (una cornice ideale per parlare di legno e ecosostenibilità!). Abbiamo ricevuto un grande riscontro di pubblico e purtroppo ci siamo scontrati ancora una volta col disinteresse delle aziende locali, invitate ufficialmente anche dal Comune con lettera allegata all’invito. Nonostante tutto però, le aziende intervenute si sono dimostrate entusiaste e alcune ci hanno anche ricontattato in seguito chiedendo informazioni su come poter riutilizzare la grande quantità di potature che hanno a disposizione e che spesso hanno difficoltà a smaltire. La dimostrazione pratica della produzione di Biochar tramite una stufa da noi acquistata ha reso più comprensibile al pubblico presente il vantaggio di non bruciare i residui agricoli in campo e la loro importanza come risorsa energetico-ambientale.

 

Due note sul follow up... 

Il progetto non si ritiene in nessun modo esaurito, anzi, data la mole degli obiettivi finali non ben calibrata all'inizio (vedi sopra) ci sarebbe sicuramente da proseguire l'analisi del network stradale sulle mappe ed estenderlo a tutto il salento. Inoltre molto utile sarebbe una campagna di raccolta dati a tappeto sul territorio per aggiornare le scarsissime informazioni che si hanno sul dato reale delle biomasse residuali agricole in salento. In tal senso fondamentale sarebbe il coinvolgimento massiccio di associazioni come CIA e COLDIRETTI in modo da avere a disposizione i loro dati sull'agricoltura e far inserire gli indici rilevanti per le biomasse nel prossimo censimento, nonché avere maggior credito nei confronti delle aziende locali anche molto diffidenti sulla materia in questione. Un altro sbocco molto importante e realistico è una possibile collaborazione con realtà della ricerca italiana (CNR, Università) nei prossimi progetti di ricerca in materia di biomasse agricole e recupero, anche sull'argomento "Biochar" precedentemente introdotto.

 

 

 

Letto 1568 volte Ultima modifica il Venerdì, 01 Ottobre 2010 14:11

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