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Bollenti Spiriti

Relazione finale - Memorie di un territorio

29 Set
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siamo al capolinea...

DESCRIZIONE PER FASI DI CIò CHE è STATO FATTO

 

Il progetto mira-va a valorizzazione 6 Centri Storici del Gargano (Rignano Garganico, San Marco in Lamis, San Nicandro G.co, Cagnano Varano, Carpino, Ischitella). Si tratta-va di ricercare strada per strada le antiche denominazioni dialettali, ricreando una cartina toponomastica che riportasse sia le strade in italiano che quelle in dialetto, con relative spiegazioni. A fine progetto si prevedeva l’inserimento di 10 targhette in ceramica dipinte artigianalmente riportanti i nomi dialettali per le strade di ogni centro storico e la pubblicazione di una “Cartina della Memoria”.

 

1° fase: dopo aver avuto il finanziamento si è iniziati subito con la ricerca del materiale.

La grande difficoltà è stata reperire delle mappe vettoriali che poi sarebbero servite per la realizzazione della “cartina”. Quasi tutti i comuni interessati non avevano una mappa del paese su file, i dati catastali erano non precisi e non aggiornati, insomma un vero disastro. Oltre la ricerca fatta comune per comune, strada per strada, tra gli anziani dei vari paesi, si è aggiunta così anche la ricerca di una cartina aggiornata con le strade scritte in modo esatto.

 

2° fase: nel contempo l’associazione ha incontrato le 6 amministrazioni comunali, i sindaci e i vari assessori, le associazioni culturali e le pro loco, mostrando cosa si intendeva svolgere con il progetto “Principi Attivi”. Spesso c’era interesse, in alcuni casi indifferenza fino a quando non si è visto il progetto realizzato, la prima stampa relativa al comune di Carpino a smosso gli animi. Si è cercato una partnership, come da progetto, con altri enti come la Comunità Montana del Gargano (che fu poi soppressa) e con il Parco Nazionale del Gargano, senza raggiungere gli obbiettivi sperati. Oggi si sta cercando di coinvolgere altri enti come l’APT, la Provincia di Foggia e la Banca Cassa Rurale ed Artigiana e, ovviamente, i comuni stessi che spesso hanno sempre conti in rosso.

 

3° fase: è stato un continuo spostarsi da un paese ad un altro, da una biblioteca ad un’altra (per i comuni che ne erano forniti, perché le biblioteche sono un “optional”), una continua ricerca sul campo e un continuo incontro con il grafico che seguiva il progetto (il grafico era di Monte Sant’Angelo). L’uso di un mezzo proprio è stato indispensabile perché i collegamenti tra questi paesi sono pessimi.

La ricerca è stata immane, 6 comuni sono tanti e gran parte del tempo a disposizione è stato impiegato per questa fase. La grande mole di materiale reperito veniva registrato, filmato e poi catalogato.

 

4°fase: l’aspetto interessante è stato quello legato alla ceramica. Fortunatamente il comune di Rignano Garganico aveva un proprio laboratorio che ha messo a disposizione gratuitamente. In questo laboratorio si sono realizzate artigianalmente le targhe dipinte a mano, con la dicitura dialettale, che sono state consegnate ai rispettivi comuni. La posa in opera è stata (sarà) affrontata a spese del comune stesso.

L’inserimento è stato studiato secondo dei canoni estetici che vedevano il nuovo prodotto posto sotto le insegne delle strade esistenti in italiano, ad una stessa distanza e tutte nello stesso modo. La scelta della ceramica richiamava le antiche targhe che un tempo si usavano per i centri urbani.

Curiosa è stata la scelta dell’amministrazione del comune di Rignano Garganico che sulla linea del progetto e grazie alla ricerca fatta ne ha inserite quasi un centinaio, sparse per tutto il centro storico del paese.

 

5° fase: dopo aver raccolto più materiale possibile si è proceduto alla scrittura della ricerca che principalmente era fatta di due parti: la prima descriveva il senso della ricerca, poi le origini della città e il modo di scrittura che si voleva utilizzare per i vari dialetti; la seconda parte era tutta rivolta alla ricerca strada per strada o quartiere per quartiere, con le relative spiegazioni storiche e quelle reperite dalla tradizione orale.

Si è studiata una forma scritta che unificasse i 6 comuni nel modo usato per rappresentare graficamente il dialetto. Varie scuole di pensiero sono state convogliate in un’unica forma in via sperimentale.

 

6° fase: intanto Piero, il grafico, iniziava a ri-costruire le cartine, paese per paese. È stato un lavoro lunghissimo, abbiamo dovuto ricostruire casa per casa, strada per strada le mappe che i comuni non avevano. Solo per S. Nicandro si è riusciti a recuperare una mappa vettoriale aggiornata. Poi la scelta dello stile, dei colori, dell’impostazione, dell’impaginazione ha assorbito ore e ore di lavoro, fino a che non si è deciso di adottare una linea ben precisa, unificata per tutti e sei i lavori, in sintonia con ciò che si stava studiando. Ogni cartina è stata fatta in modo che potesse servire prima al cittadino e poi ad un eventuale fruitore. Nello studio grafico è stato pensato appunto di poter usare un oggetto tascabile e, in questo, trovare i riferimenti di ogni via, del centro storico, il riferimento in dialetto, con le relative curiosità che vanno a ri-scoprire il perché di questi nomi (sia per l’italiano che per il dialetto). Tutto ciò segnando chiaramente un percorso consigliato che, in collaborazione con la gente del posto, delle associazioni, si è cercato di rendere più fruibile possibile, anche per i disabili, evitando molte scale e scalini. Il percorso metteva in evidenza le cose più belle che un centro storico poteva offrire. 

 

7° fase: a lavoro finito, si è proceduto alla stampa della cartina relativa al comune di Carpino (unica cartina stampata per adesso) dove è stato presentato il progetto e il primo prodotto realizzato. Il lavoro è stato presentato nell’ambito della manifestazione Carpino Folk Festival, il 5 Agosto 2010. Nell’occasione si è sperimentata la prima visita guidata nel centro storico; una trentina di persone hanno potuto fruire di questo servizio gratuito, cartina alla mano. Anche il comune di Carpino ha inserito le dieci targhe consegnate sotto la guida e il consiglio dell’Associazione Gargano System.

 

Cosa fare ancora??

 

È da definire ancora il sito internet (che ha già un suo dominio registrato) per inserire la ricerca sul web. Poi bisogna stampare le 5 cartine rimanenti ed inserire le rispettive targhette in ceramica. Per la stampa altri due comuni hanno già deliberato la cifra per procedere (San Marco e San Nicandro) quindi a breve verranno presentate anche in questi due paesi. Restano in sospeso Rignano, Cagnano e Ischitella che si spera possano essere stampate con altri fondi messi a disposizione dalla Provincia, dalla Cassa Rurale ed Artigiana di San Giovanni Rotondo e dell’APT, dai comuni stessi, a cui già sono state avanzate domande di finanziamento.

 

Altro aspetto importante è la distribuzione del “prodotto”. L’idea è quella di creare dei piccoli espositori da inserire all’interno delle attività commerciali del paese. La vendita della cartina ad un prezzo minimo potrebbe essere una soluzione per avere a disposizione capitale sociale da reinvestire nel progetto.

 

 

L’Associazione Culturale Gargano System vorrebbe iniziare un vero e proprio discorso associativo che fino ad ora non è stato possibile affrontare. Iscrizioni, riunioni del direttivo, elezioni dirette del Presidente, potrebbero essere per esempio la base per andare avanti nel progetto e renderlo sempre più interessante. La costituzione di una associazione intercomunale per la valorizzazione dei centri storici potrebbe avere un buon riscontro sul territorio.

Dopo questo si può continuare a parlare di un sito web, della vendita delle Cartine (memorie di un territorio), di visite guidate nei vari centri storici, perché no parlare di un Tour che coinvolge i 6 centri e li relaziona tra di loro, in modo da fare “SISTEMA”.

 

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