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La relazione finale del cantastorie

23 Set
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Cosa avete realizzato con il vostro progetto? 

In primo luogo, abbiamo costituito l’associazione culturale Locallab registrandola presso l’Agenzia delle Entrate di Gioia del Colle. Abbiamo comperato un dominio internet dal service Aruba.it e abbiamo fornito la neonata associazione di un sito web, consultabile in rete. www.locallab.it

Siamo stati immediatamente operativi, perché a seguito della diffusione mediatica del Concorso regionale Principi Attivi abbiamo goduto immediatamente di una certa notorietà a livello locale e già prima che ci fosse erogato il contributo regionale, ci è stato chiesto di collaborare a Cantieri Creativi Carnival, edizione estiva del Carnevale 2009. Abbiamo esordito in quella circostanza, con una piccola anteprima, e in quella occasione è nato lo spettacolo de “Il cantastorie”, racconti popolari senza autore interpretati da una attrice e accompagnati da musiche in originale.

Pensato fin dall’inizio come attrazione coerente all’interno degli itinerari-spettacolo, il teatro di strada del duo Cantastorie-Menestrello subito “vivrà di vita propria” riscuotendo molto successo e venendo ingaggiato successivamente come animazione estemporanea presso sagre ed appuntamenti culturali.  

Dunque, il progetto era centrato sulla presentazione di itinerari-spettacolo, inediti a livello contenutistico e didatticamente innovativi. Per propensione personale e vizio accademico, davamo inizialmente molta importanza alla funzione educativa, ma ci è stato immediatamente chiaro che il nostro lavoro non potesse privilegiare le fasi di ricerca, studio, documentazione e redazione degli itinerari a scapito della componente spettacolare.

Per tener fede a quanto scritto nel formulario, ovvero all’intenzione di offrire al pubblico oltre che un momento educativo, un’esperienza sensoriale di suggestione e affabulazione, attraverso formule di “teatralizzazione” dislocate lungo i percorsi, dovevamo necessariamente vestire i panni di direttori artistici e organizzatori d’eventi e ingegnarci su un terreno sconosciuto, quello del mondo dello spettacolo. Con la pretesa, inoltre, di farlo discretamente bene.

Un momento fondamentale, perciò, è stato quello dedicato al team building e all’assegnazione dei singoli ruoli. Siamo stati estremamente riflessivi nello scegliere le risorse umane di cui dovevamo avvalerci, contando avvedutamente su professionisti: collaboratori che vivevano già di cultura, come illustratori, musicisti, attori, interpreti, che hanno saputo cogliere l’idea dello spettacolo diffuso e percepirne le difficoltà di realizzazione. Inoltre, abbiamo individuato in una educatrice per l’infanzia la guida ideale, opportuna per tutti gli itinerari.

Con questo gruppo sostanzialmente coeso e stabile, forti di una sede associativa, gentilmente offerta in comodato d’uso ed adibita a laboratorio per la realizzazione delle scenografie, in base alle risorse a disposizione, siamo stati in grado di presentare, in occasione di due eventi pilota, il percorso animato per bambini e il percorso animato sulle confraternite, sui monasteri e sugli stemmi nobiliari.

Il primo, dedicato espressamente ai bambini, ha adottato un metodo ludico-didattico ed è riuscito ad avvicinare i più piccoli alle vicende delle origini putignanesi, raccontando i mutamenti strutturali susseguitisi sul borgo antico (come l’evoluzione e la scomparsa dei circuiti murari), e spiegando loro le evidenze materiali che contraddistinguono tuttora l’architettura del centro storico.

Il secondo percorso animato, più complesso, e perciò destinato al principio ad un uditorio più “raffinato” ha ugualmente riscosso successo anche presso i fruitori più piccoli e grazie alla proficua collaborazione con la Confraternita del SS. Sacramento, con l’Ass. Cult. Porta Maggiore e alla disponibilità del personale interno della biblioteca comunale, è stato possibile accedere e visitare luoghi di solito preclusi al pubblico. La Chiesetta di Santa Maria di Costantinopoli, la chiesetta di Santo Stefano e il chiosco della biblioteca comunale, si sono prestati ad accogliere spettacolo e musica di qualità: il piano del il maestro Vito Cofano nella biblioteca, gli archi de Bahramgor Quartet in Santo Stefano, il jazz itinerante de “Swing39”.

Abbiamo pubblicizzato con comunicati stampa su testate locali e affisionistica varia le attività in programma, e diffuso lo spot di promozione della formula “percorsi animati”, tanto da riuscire a farci riconoscere due trasferte e l’animazione pomeridiana dell’apertura del cantiere del teatro a Putignano.

Siamo riusciti, inoltre, a fidelizzare il nostro pubblico: ad ogni evento proposto, tra gli astanti, si riconoscevano puntualmente le facce di alcuni nostri fedelissimi che non si sono persi neppure un appuntamento, anzi sollecitano attualmente il prosieguo delle attività. Infine, avendo provveduto a registrare entrambe le manifestazioni, possediamo per intero il video in post-produzione di ciascun itinerario-spettacolo e ne abbiamo fornito copia a quanti, numerosi, ce l’hanno richiesta.

 

 

Cosa – o chi- vi ha portato a fare delle modifiche al progetto?

 

La parte più ambiziosa del progetto, e di conseguenza anche quella di più difficile realizzazione, si è rivelata la pretesa della spettacolarità degli itinerari.

In fase di redazione del progetto avevamo evidentemente sottovalutato questa componente ma, per tener fede a quanto ci eravamo proposti, ovvero fare del borgo antico un teatro all’aria aperta, e perché questo non fosse solo uno spot accattivante e vuoto ma una prerogativa reale dei percorsi Cantastorie, abbiamo dovuto lavorare moltissimo.

Effettivamente ora sappiamo che offrire spettacolo diffuso e atmosfere suggestive in contesti imponderabili  e aperti come la strada e le piazze è un compito difficile, che mette in difficoltà anche i professionisti più audaci: la squadra di lavoro deve operare in sinergia, in maniera compatta e coordinata. Attenendosi alle indicazioni della regia, tutti gli artisti del cast presenti sul percorso devono avere un’idea globale del progetto, essere consapevoli del proprio ruolo e tutti ugualmente coinvolti e partecipi: dalla guida, che porta l’onere maggiore dovendo accompagnare i fruitori dello spettacolo, al musicista esecutore che interviene seppur marginalmente.

Per ottenere queste condizioni, abbiamo fatto numerosi incontri propedeutici e sopralluoghi di gruppo; abbiamo provato molto sul campo, studiando tempi e modalità dei singoli interventi. E complessivamente, il livello d’interazione e affiatamento raggiunto dal gruppo ci rende molto soddisfatti e rappresenta probabilmente uno dei migliori risultati conseguiti. 

Ulteriormente abbiamo curato la forma dello spettacolo applicando precise norme scenotecniche (decorazioni d’arredo urbano semplice e non invasivo, illustrazioni e disegni di grandi dimensioni) affidate ad uno scenografo professionista.

Abbiamo infine cercato di rendere ottimali le condizioni ambientali, correggendo nella misura del possibile l’acustica e l’illuminazione dei luoghi, avvalendoci di amplificatori portatili, dell’ausilio di impianti audio e luce in leasing, del servizio di tecnici. Anche questi aspetti pratici, poco considerati in sede di redazione del progetto, hanno costituito variazioni più o meno importanti nonché costi aggiuntivi nelle spese da sostenere. 

 

Se pensate di proseguire il progetto, come?

 Sarebbe nostra intenzione lasciare invariata la forma giuridica dell’associazione, ma procurarci la partita iva per semplicizzare le forme di pagamento.Così, al servizio di Enti locali, Fondazioni, istituti didattici e privati, i creativi di LocalLab vorrebbero continuare a mettere a disposizione la propria fantasia e le competenze dei collaboratori esterni per la progettazione e realizzazione di attività culturali, animazioni estemporanee, spettacoli e intrattenimento musicale, tanto all’aperto che al chiuso, sia in location convenzionali –come teatri, contenitori culturali, borghi antichi, piazze- che in location postmoderne – parcheggi, cantieri, aree di riconversione architettonica (vedi storico attività sul sito dedicato). Allargando e potenziano le nostre attività vorremmo quindi proporci come una vera e propria agenzia di promozione territoriale ed organizzazione d’eventi, segnalando tra questi gli itinerari “Cantastorie” che, articolati in percorsi animati e passeggiate culturali, sono sempre unici e nuovi, ideati sulle peculiarità dei singoli luoghi e borghi, e creati in base alle richieste della committenza.

 

 

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