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Bollenti Spiriti

Relazione finale del progetto Sfera di Luce

17 Ago
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Relazione finale del progetto:

                             ID. n° 1096 - SFERA DI LUCE 

 

Abbiamo realizzato alcuni prototipi di turbine eoliche ad asse verticale che generano illuminazione e che segnalano percorsi ed emergenze storico – naturalistiche in area rurale. Il primissimo periodo subito dopo la  costituzione dell’Associazione Eolo, è stato dedicato alla gestione delle risorse umane interne e al miglioramento delle relative competenze. Questo è avvenuto principalmente attraverso l’indagine accurata dei potenziali partner di progetto, lo studio delle opere affini già realizzate in Italia e nel mondo e tramite il rafforzamento di legami già  esistenti nella Regione Puglia. A questo proposito è stato aperto un archivio on-line e precisamente su http://cid-35db053282ba51c5.skydrive.live.com/home.aspx  per poter condividere il materiale ritrovato nella rete e accrescere i riferimenti sia di tipo tecnologico che normativo.

La prima fase ha avuto inizio grazie alla concomitanza del Laboratorio “Super-Paduli 2009” organizzato dall’Associazione Laboratorio Urbano Aperto (associazione già indicata come Partner nel formulario di candidatura) a partire dal 25 Luglio 2009.

Da questa data fino al mese di Dicembre 2009 ci siamo impegnati a mettere in atto un processo di coinvolgimento degli abitanti, delle istituzioni e (nel laboratorio di Agosto 2009) degli ospiti del LUA provenienti da diversi territori nazionali e internazionali intorno al tema del microeolico legato alla promozione e sviluppo del territorio.

L’idea è stata esposta e discussa all’interno dei laboratori estivi del LUA e ha trovato forte riscontro e particolare interesse sia da parte dei singoli proprietari terrieri dei Paduli che dalle amministrazioni comunali travolte in quel periodo dall’ondata di polemiche istituzionali sul Grande eolico.

Alcune amministrazioni comunali hanno dato sin da subito la disponibilità a collaborare e/o interagire con il progetto. Il Comune di Cutrofiano ha manifestato l’idea di un applicazione dei manufatti Eolici  anche per la segnalazione e valorizzazione del territorio delle Cave di Cutrofiano.

Il clima per certi versi è stato fecondo e i temi scottanti che hanno riguardato le fonti rinnovabili in Puglia hanno reso la nostra ricerca ancora più appassionante e piacevolmente complessa.

Il laboratorio si è suddiviso in due macro-aree:

1)     L’indagine sul campo ha riguardato principalmente lo studio del territorio dei Paduli  e delle sue emergenze storico-naturalistiche

2)     L’autocostruzione ha avuto un taglio decisamente più  tecnologico incentrato sulle fonti rinnovabili ed in particolare sul microeolico.

La seconda fase è iniziata già in concomitanza con la prima all’incirca nel mese di Novembre 2009. Sono stati organizzati alcuni incontri con diverse aziende alcune delle quali già contattate nella prima fase.

La Ditta Mac-T da Pesaro, che aveva preso parte al laboratorio LUA ci è sembrata una delle aziende più qualificate del settore, con la quale avevamo anche una confidenza che ci permetteva di avventare sperimentazioni e ipotesi fuori dalla ordinaria progettazione .

Di contro la distanza della sede (Pesaro) della Mac-T ha rappresentato un vero problema e nonostante tutti i mezzi di comunicazione ad oggi disponibili, sarebbe stato impossibile seguire con costanza e nei dettagli  le fasi lavorative. Inoltre la volontà di creare prima di tutto una rete qui in Puglia, ci ha spinto, dopo un incontro con la Mac-T  avuto a Lecce nel Gennaio 2010, a interrompere la nostra collaborazione seppur momentaneamente e ricercare in loco un’ altra azienda che potesse supportarci in ogni minima variazione al progetto.

Abbiamo preso contatti con due aziende locali:

1.      O.C.M in località Ortelle (LE) che poteva realizzare il prototipo delle pale lavorando interamente l’alluminio e alleggerendo tutto il sistema.

2.      M.C.M Neon con sede a Melpignano (LE) per la realizzazione delle insegne luminose in Plexiglass da inserire all’interno dell’apparato rotante.

Dopo aver esposto il progetto ed esaminate le relative difficoltà, le due  aziende sono state incaricate per la realizzazione di 3 manufatti luminosi ad energia eolica.

La scelta di 2 aziende locali non del tutto specializzate nella produzione di tale opera ha comportato alcune conseguenze tra cui:

-         Una maggiore attenzione da parte nostra al processo di produzione fino a scandagliare nei minimi dettagli l’operato dei lavoratori e delle macchine

-         Un arricchimento culturale e specialistico delle aziende

Infatti O.c.m ed M.C.M si son trovate di fronte un target di fornitori, interlocutori e potenziali compratori nuovo e sicuramente differente da quello a cui erano state abituate fino a quel momento.  Si è verificato così che l’ardore, la passione e la curiosità per un sistema di relazioni che andava oltre quello locale e la spinta innovativa nella produzione,  hanno incitato le due aziende a fare del loro meglio e nello stesso tempo a studiare, imparare e aggiornarsi.

In compenso noi completavamo le nostre conoscenze pratiche che ci hanno permesso di costruire pian piano i nostri progetti.

Parliamo di Progetti al plurale perché, a ben vedere, non ci siamo limitati ad un unico disegno della Eolo- sfera ( così battezzata durante il laboratorio LUA 2009) ma abbiamo cercato gradualmente di migliorare il design, le prestazioni, le caratteristiche costruttive e i processi di lavorazione arrivando a formulare 3 prototipi a 3 pale ed uno a 2 pale differenti l’uno dall’altro.

La terza fase e cioè la progettazione e realizzazione dei prototipi ha avuto inizio durante la fine della seconda fase, quando già inoltravamo i nostri schizzi di progetto ad amici di altri territori che condividevano oppure demolivano le forme da noi ipotizzate. Inoltre una delle peculiarità che più ha contraddistinto sin dall’inizio il nostro manufatto è stato il fatto di avere la fonte luminosa all’interno dell’apparato rotante. In questo modo è esso stesso ad auto illuminarsi, senza la necessità di agganciare bracci o montanti per la lampada.

Le pale si muovono e si illuminano dal di dentro. Da questo punto fermo siamo partiti a sperimentare un profilo quanto più esile e leggero possibile al fine di dare la maggiore rilevanza possibile alla lampada interna.

Passati a rassegna tutti i prototipi già realizzati nel mondo grazie all’enorme quantità di materiale reperibile su You Tube e su innumerevoli siti internet, abbiamo abbozzato la prima ipotesi.

Si trattava di un Bipala, moto a spinta,completamente in alluminio, molto leggero. L’intento era quello di dare più valore alla parte illuminotecnica che a quella rotante e tecnologica.

Dopo una prima istallazione all’esterno del capannone della O.C.M ci siamo resi conto delle potenzialità e dei limiti del profilo.

Il profilo bipala non poteva supportare le nostre esigenze, era effettivamente invisibile e per questo con un impatto visivo molto basso ma produceva una quantità minima di energia insufficiente a mantenere in funzione la lampada da alloggiare al centro del sistema. Da una certa distanza, allorchè la pala si disponeva in allineamento con il palo, accadeva che la turbina scompariva del tutto lasciando soltanto un prolungamento del palo. Si possono osservare i movimenti della microturbina direttamente nei video allegati alla relazione.

La prima istallazione ci è servita anche per capire il comportamento dei profili e migliorarne il disegno.

A questo punto siamo passati al tripala. Abbiamo realizzato 3 prototipi in  3 diverse dimensioni.

La prima di dimensioni  cm 130 x 122 (h)

La seconda di dimensioni cm 145 x 150 (h)

La terza e più grande di dimensioni  cm 150x 180 (h)

Di seguito si è passati alla realizzazione degli ingranaggi per portare il moto di rotazione all’esterno dell’apparato rotante.

L’utilizzo degli ingranaggi però ha rallentato tutto il sistema aumentando i rumori e abbattendo i rendimenti.

Dopo un lungo incontro con un altro esperto locale che aveva alle spalle già numerose realizzazioni e sperimentazioni, siamo giunti alla conclusione che l’alternatore poteva rimanere in asse con la turbina, posto nella base di essa, con un conseguente enorme miglioramento delle prestazioni generali.

Intanto le varie fasi venivano riprese con foto e video dal Dott. Giuseppe Greco, una delle risorse esterne determinanti, che si è occupato della comunicazione del progetto.

Contemporaneamente il lavoro relativo alla graficizzazione della lampada andava avanti.

Mcm Neon, sin da subito entusiasta del lavoro insolito che stava affrontando, ci seguiva con puntualità e grande disponibilità.

I progetti grafici delle lampade sono stati terminati nel mese di Aprile 2010. Il risultato è stato quello di progettare 4 pannelli in plexiglass “vestiti” della grafica da noi progettata.

Il primo simbolo , alloggiato nella prima turbina, sta ad indicare un percorso podistico che allo stato attuale già corre lungo l’antico tracciato della via Vecchia di Lecce, oggi riconvertito all’uso sportivo.

Il secondo  simbolo , da alloggiare nella seconda turbina, indica  il bosco Maramonte e un punto panoramico posto sul terrazzo della Masseria omonima. (Sistema Botanico-vegetazionale)

Il terzo simbolo , da alloggiare nella terza turbina (la più grande), indica le zone umide del territorio dei Paduli e in particolare l’inghiottitoio Mellone (Sistema Idro-geo-morfologico).

La terza turbina, in via di perfezionamento, grazie alle  sua maggiore dimensione,  avrà la possibilità di generare anche una corrente extra oltre alla sola illuminazione.

Si è scelto di posizionarla nei pressi dell’inghiottitoio Mellone proprio perché potrebbe attivare sistemi di irrigazione e riciclo delle acque.

L’ultimo simbolo (il più piccolo)  che indica i percorsi ciclabili è ancora in attesa di essere alloggiato nel primissimo prototipo bipala ancora da migliorare. Inoltre si è appurato che la Masseria Calò presentava delle problematiche statiche per poter essere fruita come tappa del percorso indicato dalle turbine luminose.

Nello stesso periodo è accaduto che il progetto per la ristrutturazione e rifunzionalizzazione di due immobili “case minime” da destinare a laboratorio sulla mobilita’ e territorio, progetto promosso dal Programma Bollenti Spiriti nel Comune di San Cassiano stava volgendo al termine.

L’idea di collocare la più piccola e più leggera delle turbine che proprio stava ad indicare i percorsi ciclabili, ci è sembrata da subito un’ottima soluzione.

I due programmi “Bollenti Spiriti” da un lato e “Principi Attivi” dall’altro si sono intrecciati sullo stesso tema e noi ci siamo ritrovati in mezzo con grande soddisfazione.

Letto 1805 volte Ultima modifica il Lunedì, 21 Novembre 2011 11:56

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