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Bollenti Spiriti

QUANDO SI PASSA DAL DIRE AL FARE: IL PROGETTO "SVILUPPO DEL CONSUMO CRITICO NEI BAMBINI"

10 Ago
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Cosa abbiamo realizzato con il nostro progetto?

 

 

Il progetto ha voluto contribuire a far maturare nei bambini la capacità critica nell’atto del consumo; contrastare il dilagante sviluppo del fenomeno culturale del cosiddetto” Nag Factor” (“Fattore Assillo”) scoprendone le cause e le possibili linee di intervento; riflettere sull’emarginazione sociale derivante dal consumo dei beni non appartenenti ad una marca specifica o non reclamizzati dai media. Il progetto ha avuto anche come finalità la promozione di un intervento psico-sociale rivolto ai genitori ed educatori per poter riflettere sulle cause portanti del fenomeno dell’insistenza filiale e di offrire un possibile iter di orientamento ed assistenza al consumo.

 

Fasi ed attività tramite le quali si è svolto il progetto:

1) Fase diagnostica o di focalizzazione del problema (focus group e brainstorming): Questa fase ha avuto come finalità quella di individuare e analizzare i bisogni e le carenze da soddisfare relativamente alla conoscenza che i destinatari del progetto (bambini ed adulti) hanno in merito ai media e alla pubblicità. A tale scopo, è stato necessario intervenire concretamente attraverso gli strumenti metodologici quali focus group e brainstorming. Nel presente caso il gruppo di lavoro è stato costituito da insegnanti e genitori, aderenti al progetto. Tali strumenti di lavoro sono stati utili, in quanto si sono ottenute informazioni inestimabili sull’atteggiamento che i membri mostrano verso la pubblicità e i suoi effetti. Per ogni gruppo, ci sono stati 8 - 12 membri; la sessione è stata registrata ed è durata un paio di ore. Noi, in qualità di psicologhe esperte in materia, abbiamo guidato il gruppo, con una discussione non-strutturata (o strutturata in modo lieve) ed incoraggiato il libero flusso delle idee.

2) Elaborazione e sintesi delle principali idee raccolte: I dati ricavati nella precedente fase sono stati sottoposti ad attente valutazioni qualitative, utili per strutturare i contenuti dei corsi di formazione.

3) Corso di formazione per insegnanti (delle 3°-4°-5° classi).

Gli obiettivi prioritari di tale corso di formazione sono stati i seguenti:

- Educare ad una modalità attiva di fruizione dei mass media, in cui lo spettatore non accetta passivamente i messaggi, ma attua comportamenti di analisi e scelta;

- Fornire strategie utili alla revisione critica dei messaggi trasmessi dai mass media ed in particolare dalla pubblicità che, coinvolgendo spesso più modalità sensoriali, sono di difficile analisi mentre vengono percepiti, e richiedono quindi un’elaborazione guidata, ripetuta, “alla moviola”, per non influenzare in modo subliminale;

- Stimolare un confronto critico tra interpretazioni diverse e soggettive dello stesso stimolo percettivo;

- Stimolare un’ accurata riflessione sulla cultura mass-mediatica e pubblicitaria che è sempre più tesa all’omologazione degli atteggiamenti e dei comportamenti con conseguente necessità di decostruzione critica sul piano cognitivo.

- Dare agli insegnanti validi strumenti per il lavoro in classe sia a livello di contenuti, che a livello di modalità di relazione.

Scopo finale è stata la progettazione e la realizzazione di un percorso che gli insegnanti hanno potuto, con il nostro aiuto, svolgere con gli alunni nelle classi.

La metodologia degli incontri (10 incontri di 2 ore ciascuno, tenuti in determinati week-end. Partecipazione minima al corso è stata di 15 insegnanti) ha previsto una parte teorica ed una parte formativa, in cui gli insegnanti hanno sperimentato in prima persona ciò che è stato loro proposto da noi formatori.

 

4) Coinvolgimento attivo ed affiancamento dei genitori (10 incontri di 2 ore ciascuno, tenuti in determinati week-end. Partecipazione minima è stata di 25 famiglie): l’intervento è consistito nel sostenere i genitori, attraverso incontri informali della durata di 2 ore circa e stabiliti di volta in volta, e nel dare piccoli suggerimenti pratici utili per migliorare il loro rapporto con i figli.

5) Intervento educativo con bambini dagli 8 agli 11 anni (3°-4°-5° classi), residenti nei comuni che hanno appoggiato il progetto. I bambini hanno integrato le loro attività didattiche con gli interventi educativi del progetto nelle sedi scolastiche. La volontà di operare nelle sedi e negli orari di lezione è derivata dalla volontà di operare in un ambiente che risulti familiare al bambino, il quale si è trovato a lavorare con nuove figure, ma allo stesso tempo ha potuto continuare ad avere come chiari punti di riferimento le insegnanti e i compagni di classe.

Con i bambini è stato necessario primariamente effettuare un’analisi a carattere quantitativo del contesto in cui l’intervento ha trovato concreta attuazione. A tal fine abbiamo considerato un ottimo strumento valutativo e di facile somministrazione il questionario costruito dalla dottoressa Mosca R.C. a proposito di una ricerca specifica sul Nag Factor. Si tratta di un questionario semistrutturato con 36 domande a risposta chiusa e 18 a riposta aperta. La durata di somministrazione è stato di 2 ore per classe.

Successivamente, alla luce, di quanto emerso dall’elaborazione dei dati del questionario, gli interventi formativi ed educativi si sono strutturati attraverso modalità ludiche e ricreative tali da soddisfare le loro motivazioni al gioco e rendere così la loro partecipazione più attiva e recettiva.

È stata svolta, ad esempio,  una analisi semiotica della pubblicità. In altri termini si sono fatte visionare (dedicando un’ora ciascuno) spot pubblicitari regolarmente trasmessi in televisione e quindi approvati dal Codice di Autodisciplina Pubblicitario (CAP) che sono stati destrutturati e analizzati in modo specifico, al fine di rendere capaci i bambini di comprendere autonomamente il linguaggio pubblicitario manifesto, ma soprattutto latente e le finalità persuasorie.

Obiettivo perseguito è stato quello di trovare percorsi tali da avviare processi di crescita e maturazione e tali da sollecitare una maggiore capacità critica nei confronti dei processi di conformismo.

6) Restituzione o feedback

Questa fase ha previsto un confronto diretto e attivo con i bambini, in cui si è discusso e si è compreso il loro atteggiamento e grado di ricezione dei messaggi pubblicitari. A ciò è seguito un nostro intervento, volto a rinforzare positivamente gli atteggiamenti considerati adeguati e a correggere in modo non direttivo quelli ritenuti non idonei.

Ciascuna fase ed attività del progetto è stata svolta solo nei fine settimana (venerdì e sabato) all’interno del periodo precedentemente indicato (9 mesi).

 

 

 

Come pensiamo di proseguire il progetto...

 

Mettere in cantiere ipotesi di prosecuzione è necessario per riuscire a prospettare scenari significativi di consolidamento e sviluppo tali da rafforzare il progetto e far sì che diventi un’azione stabile e proficua nelle scuole.

Ipotesi di prosecuzione del progetto potrebbero prevedere il rafforzamento di alcune azioni e la programmazione di nuovi interventi finalizzati ad ampliare l’impatto progettuale ed a incidere significativamente nei settori della promozione del pensiero critico giovanile e nella prevenzione di un corretto uso dei media, migliorando in tal modo le condizioni per una migliore conoscenza dei mezzi di comunicazione nelle regioni del Mezzogiorno d’Italia.

Nello specifico un rafforzamento/implementazione del progetto sarebbe possibile attraverso:

- Il consolidamento dell’esperienza della “lettura critica dei media” nelle scuole attivate sul territorio;

- Proseguire il processo di ricerca/intervento sui temi della media education, della peer

education e della cooperative learnig ed attivare un processo laboratoriale finalizzato alla

realizzazione di una pubblicazione sull’esperienza realizzata attraverso il progetto;

- Coinvolgere gli enti locali e le regioni presso i quali si sta sviluppando l’esperienza per

attivare iniziative di sostegno alle attività progettuali;

- Organizzare iniziative regionali di incontro tra i giovani coinvolti nel progetto;

Attraverso tale sinergia è possibile valorizzare le organizzazioni regionali attivate dai

giovani sensibilizzati dal progetto.

 

Letto 1632 volte Ultima modifica il Venerdì, 26 Novembre 2010 13:31

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