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“INTERNO ABBADO”: MONOLOGO DELLA COMPAGNIA ITERMINI DI ROMA AL MAT DI SAN SEVERO

07 Lug
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Martedì 13 luglio 2010, alle ore 21.00, presso il Chiostro del MAT – Museo dell’Alto Tavoliere, in piazza San Francesco n°48 a San Severo (FG), andrà in scena la compagnia iTermini di Roma con lo spettacolo “Interno Abbado”.

La manifestazione, inserita nell’ambito della rassegna InChiostro a Museo 2010, ideata dalla direzione del MAT, chiude il ciclo di eventi organizzati dall’Associazione Giava di San Severo vincitrice di Bollenti Spiriti, programma della Regione Puglia per le Politiche Giovanili, con il progetto Colori del Sud. Viaggio in Capitanata.

“Interno Abbado” è un monologo scritto da Andrea Baracco e Claudio Storani, con la regia di Andrea Baracco. Gli autori rivisitano in chiave grottesca la sequenza finale di “Psyco” di Alfred Hitchcock ambientandola in un interno pugliese, dando vita a un gradevole testo meravigliosamente interpretato dall’eclettico Giandomenico Cupaiuolo, accompagnato  alla fisarmonica da Lucas Zanforlini.

Vincitore del premio MarteLive 2008, rappresentato con successo nei teatri di tutta l’Italia, “Interno Abbado” viene finalmente rappresentato a San Severo, città d’origine di Giandomenico Cupaiuolo.

L’ingresso al Chiostro del MAT – Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo è gratuito.

 

Ufficio stampa

Associazione Giava

 

 

“Interno Abbado è un monologo. L’interprete è Giandomenico Cupaiuolo, un nome che non mi è affatto nuovo. Cupaiuolo è un bravissimo attore ed è accompagnato alla fisarmonica da Lucas Zanforlini (…). Ma quale sorpresa, infine, quando il nostro interprete si sfila la sottana e ci mostra qual è, un uomo vero e proprio, seminudo, non la signora Abbado, ma il signor Abbado”.

Franco Cordelli (“Corriere della Sera”)



“Il dialetto pugliese (molto bello, sodo, carnale, poetico). Una drammaturgia fitta di vestizione casalinga, ambiente kitsch e monologo epico da giornata particolare, e, a tessitura del tutto, un’idea di teatro desiderante e grottesco sono i punti di forza di Interno Abbado (…). Un lavoro del genere, già fuori convenzione per un inizio con messa a nudo del personaggio, cattura per i misteri musicali offerti dal vivo da Lucas Zanforlini, ma soprattutto per una struttura erotica e “zotica” applicata a un transfert meridionale alla Hitchcock. Da scoprire, da immaginare”.

 

Rodolfo Di Giammarco (“La Repubblica”)

 

 

“Un monologo d'autore quello proposto al Piccolo Jovinelli. Una storia drammatica e divertente al tempo stesso, come tutte le situazioni portate al paradosso. Drammaturgicamente studiato nei dettagli ed interpretato dall'eclettico Capaiuolo. Il sottofondo musicale accompagna spesso la voce decisa e sicura dell'interprete, indubbiamente creatore di un personaggio affascinante ed eroticamente complesso nel suo muoversi delicatamente tra la pazzia ed il dolore più acuto. Vincitore del premio MarteLive 2008, Interno Abbado sicuramente cattura lo spettatore già dalle prime battute catalizzandone l'attenzione con la messa a nudo fisica, per poi approdare nella fase finale nello svelarsi della più remota coscienza”.

 

Maria Domenica Ferrara (“Teatro.org”)

 


“Questo è teatro che ha bisogno di poco, di molto poco, di ancora meno, per risultare comunque vincente. Itermini giocano al ribasso, si liberano di orpelli scenografici, fanno a meno di tutto o quasi, lasciando la grande responsabilità alla voce, al corpo- quasi sempre fisso in un punto ma mai morto- e in generale alla presenza di Cupaiuolo, che si prende tutto il tempo per trasformarsi da uomo in donna, e poi nuovamente in uomo. Si resta piacevolmente colpiti da un corpo che lavora, che suda, che chiede se stesso tutto e tutto ottiene. La vicenda si tinge di giallo, chiama in causa gli stilemi del genere, senza mai abbandonarsi a facili soluzioni, sempre rigida in uno schema di pura sintesi teatrale. Suda lui, sudiamo noi. Muta lui, mutiamo noi. C’è il sapore del sud Italia e l’estro intellettuale di certo teatro nordico; soprattutto c’è il corpo che pompa la voce, elementi che di artificiale hanno poco, molto di biomeccanico. Ma non nel senso accademico del termine; qui non c’è spazio per i paroloni. Qui biomeccanica significa ingranaggio vitale. Andrea Baracco di questo “Interno Abbado” è regista severo, quasi sadico, puntiglioso, attento e alla ricerca, sempre, di una risposta pronta, da parte dell’attore e del pubblico. Con grande successo”.

Sergio Lo Gatto ( Krapp’s )

 


Per informazioni:
Associazione Giava
P.zza San Francesco, 48
Tel./fax 0882.334409
Cell. 340.4128286
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Letto 2038 volte Ultima modifica il Mercoledì, 07 Luglio 2010 13:43