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Bollenti Spiriti

relazione in tinere la locomotiva

22 Mar
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RELAZIONE IN ITINERE La LOCOMOTIVA è un progetto speciale-sperialmentale di intervento formativo, rivolto ai minori in devianza (dai 6 ai 15anni) della Regione Puglia nel territorio del comune di Manduria-TA, che vivono o hanno vissuto esperienze particolarmente difficili, sia dal punto di vista esistenziale che familiare e sociale. Il progetto la Locomotiva è stato istituito grazie al finanziamento ricevuto a seguito del bando di concorso-PRINCIPI ATTIVI - Giovani idee per una puglia migliore. Nell'agosto del 2009 partono i finanziamenti e viene avviata l'iniziativa su un campione ristretto che riguarda solo la comunità di Manduria -TA. Successivamente, il progetto vorrebbe estendersi a tutto il territorio,o meglio ai comuni limitrofi dello stesso,creare quasi una rete di servizi essendo il comune di Manduria centrale dal punto di vista geografico rispetto ai comuni vicini come Maruggio , Sava, Avetrana, etc… La locomotiva ha come obiettivo quello di intervenire su questi minorenni, offrendo loro la possibilità di una esperienza di crescita, attraverso la formazione e il reinserimento sociale, nel rispetto, ovviamente, delle aspettative, dati e attitudini personali, sino a condurli ad un inserimento nel mondo del lavoro. La finalità specifica del Progetto è, dunque, la formazione e l'inserimento lavorativo del minorenne in difficoltà. Il Progetto prevede un consistente e indispensabile intervento formativo dei singoli e molteplici soggetti collettivi che formano la "rete" di aiuto e di supporto alla formazione della personalità del minorenne : comunità-alloggio, scuole, giustizia, servizi, famiglie, tempo libero, che attuano l'intervento vero e proprio con il minorenne in difficoltà. Non si può ipotizzare nessun risultato positivo e di tenuta nel mondo del lavoro, così come nelle relazioni sociali, se non si attiva una ricostruzione del mondo interno del soggetto. Il primo passo da noi compiuto è stato: -una attenta analisi del territorio con la stretta collaborazione delle autorità presenti quali assistenti sociali,dirigenti scolastici,autorità giudiziarie; -gli stessi ci hanno permesso ,con previa stipula di collaborazione tra associazione e comune nella figura del sindaco allora F.M(ora attualmente tale convenzione và avanti con la figura del commissario ? essendo il comune commissariato), l’ingresso nelle scuole primarie e medie inferiori presenti; -la disamina dei portafogli dei ragazzi iscritti alla scuola dell’obbligo, frequentanti e non frequentanti e quindi in stato di evasione scolastica, da parte del equipe psici-sociopedagogiaca. Stiamo cercando di dare una risposta alle esigenze e ai bisogni di socializzazione dei ragazzi privi di luoghi e punti di riferimento alternativi ai percorsi delle mode giovanili che si trovano in situazioni di disagio con l’ambiente sociale e familiare evitando l’allontanamento dal proprio nucleo familiare. Le problematiche che sono emerse , sia a livello psicologico (diverse forme di sofferenza) che di inserimento nel mondo sociale (es. ritardo scolastico e socializzazione in ambienti primari disastrosi), si strutturano in maniera diversa a seconda dell’organizzazione di personalità in cui sono inserite. Il fattore comune è individuabile, invece, nella presenza di un disagio legato alla scelta di vie che si sono dimostrate impraticabili, o per lo scontro con le norme sociali costituite, o per la sofferenza personale da esse scaturita, e la ricerca, quindi, di possibilità alternative. Ogni ragazzo è stato inserito in uno specifico percorso, che preveda le attività più idonee alla sua formazione fatti essendo minori fino a 14 max 15 anni si stà provvedendo, innanzitutto, a garantire che venga assolto l'obbligo scolastico, pur promuovendo l'orientamento al mondo del lavoro rispettando le attitudini personali. Quello che stiamo cercando di fare con il nostro intervento non è limitarsi ad offrire soltanto abilità tecniche -spesso facili da acquisire, ma permettere al ragazzo di comprenderne e interiorizzarne il significato, per potersi orientare nell'inserimento dell’ universo sociale da un punto di vista nuovo,con occhi diversi. Ciò vuol dire che le competenze che l’equipe del progetto stà cercando di far acquisire mediante pratiche di alfabetizzazione (scolastiche ed extrascolastiche), esperienze ricreative, e quant'altro si riterrà necessario, verranno inserite in un contesto significante che permetterà un modo di vita migliore. Il secondo passo quello che ci vede impegnati in questi mesi possiamo così delinearlo: -prima fase-dopo una fase di monitoraggio del territorio e una segnalazione dei ragazzi da parte delle autortà competenti,si sono svolti diversi incontri con i docenti delle diverse classi,da cui sono emerse le difficoltà che questi incontrano in ambito scolastico nelle diverse discipline; -autorizzazioni richieste ai genitori o a chi per loro dei ragazzi per la frequenza della associazione nelle ore pomeridiane di tutti i giorni,la sede della stessa è la scuola media inferiore Anna Frank-Marugj,istituto messo a disposizione dal comune Manduria,la disponibilità riguarda tutto il primo piano della scuola dove ci sono diverse aule dotate di tutto l arredamento didattico-scolastico,bagni maschili e femminili,laboratorio di lingue(modulo inglese-fancese-spagnolo),laboratorio per attività manuali ricreative(simulazione bottega della lavorazione del ferro,pratiche di giardinaggio,pastificio).Il tutto sorvegliato dai volontari del servizio civile che hanno e continuano a collaborare con noi in maniera costante: - attivazione dello sportello attivo dove sia i docenti ,i genitori e li stessi ragazzi, in alcuni casi, la mattina vengono a chiedere consigli sulle loro probblematiche; -i ragazzi essendo tanti sono stati divisi in gruppi, tre principalmente a cui sono stati assegnati i nomi:vagone iris(età 6-8anni)-vagone orchidea (età 9-11anni)-vagone tulipano(età 12-15anni),abbiamo e stiamo cercando di mantenere il tema del nome del progetto presentando il tutto come un gioco,dal momento che le stesse autorità competenti ci hanno chiesto l’anonimato di alcuni ragazzi, o meglio la loro non trascrizione in attività che svolgiamo,infatti esistono dei registri ma strettamente riservati che forniremo a fine progetto con apposita richiesta di massima riservatezza; -elaborazione del diario giornaliero, dove i ragazzi dei diversi gruppi ogni giorno obliterano il biglietto della loro giornata trascorsa con una riflessione,molto spesso sono davvero simpatiche; -i ragazzi a seconda delle difficoltà svolgono attività di recupero scolastico,corsi di lingua,attività ricreative che simulano dei lavori semplici,in attesa delle belle giornate i ragazzi stanno iniziando ad organizzare tornei di calcetto e pallavolo che si terranno sempre presso la palestra scoperta dell’istituto. Stiamo cercando di Educare, sottolineo cercando, di creare legami e vivendo i luoghi, intrecciando i fili invisibili delle emozioni e dei sentimenti con le reti concrete, di persone, istituzioni, case, luoghi, costruzioni dell’intelletto umano. Siamo uniti dall’importanza che attribuiamo al lavoro educativo – nelle scuole, nelle comunità, in strada, in ogni luogo – come momento di costruzione della convivenza. Siamo uniti dall’importanza che diamo agli affetti, alla cura, alle relazioni e alla reciprocità in esse, ai legami prossimi, familiari, amicali, magistrali Abbiamo sentito il bisogno di ritrovare i fili della nostra umanità nel rapporto con i bambini e con i giovani e con quelli che sono ai margini, perché sono loro che vivendo fuori da ruoli precostituiti ci interrogano sul senso della vita. Insieme a loro stiamo imparando a lavorare senza l’ombrello di verità incrollabili, ma siamo pieni di paure e timori: ci confrontiamo spesso tra di noi per dirci quali strade stiamo aprendo. E sappiamo anche che in troppi casi la famiglia non c’è perché è stata lasciata in terre lontane o è molto debole perché avvilita dalle difficoltà della vita. Noi crediamo che qualsiasi attività di inclusione sociale debba in primo luogo ricostituire una relazione di cura, aiutando le famiglie o i pezzi di famiglie esistenti e mobilitando la comunità a farsi "famiglia sociale". Procediamo nel voler raggiungere come obiettivo quello di edificare insieme i legami che istituiscono gli spazi della convivenza e gli spazi urbani, dove gettare l’ancora dei legami sociali cosicché la città torni ad essere innanzitutto la gente. Solo nel terzo passo si prenderanno in considerazione i cambiamenti a cui tale associazione può andare incontro, affinchè il soggetto realizzi una struttura nuova che gli permetta di coordinarsi con le altre unità del contesto sociale, ad esempio, entrando nel dominio di interazioni rappresentato dal mondo del lavoro. La finalità propria del Progetto di conferire professionalità al minorenne per poterlo inserire nel mondo della produzione lavorativa, si riferisce a persone che per il loro passato e per le esperienze di sofferenza psicologica maturate nei primissimi anni della loro vita, talvolta, sono messi in difficoltà da un contesto relazionale familiare e sociale che non contribuisce ad aiutare e a favorire una crescita umana verso una maturità…comunque il nostro viaggio continua!!! .
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