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Bollenti Spiriti

RELAZIONE META' PERCORSO RISANAMBIENTE

09 Dic
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Relazione di metà percorso:

 

La nostra Regione è vittima dei comportamenti scellerati di una moltitudine di concittadini che depositano rifiuti di ogni tipo lungo le strade e nelle campagne. Conseguenza delle migliaia di micro discariche abusive cosparse in maniera pressoché uniforme in tutto il territorio regionale è un degrado ambientale e paesaggistico impressionante e un conseguente danno in termini ecologici, economici e di fruizione turistica del territorio.

A fronte di tale situazione i Comuni hanno l’obbligo di vigilare sui terreni privati affinché non si trasformino, per dolo o per colpa dei proprietari, in discariche abusive.

Emerge quindi chiaramente l’esigenza di: monitorare il territorio nel tempo e caratterizzare il fenomeno; vigilare sullo stesso al fine di contrastare la pratica illegale; informare e sensibilizzare l’opinione pubblica; mettere nelle condizioni i Comuni di intervenire tempestivamente.

La società in accomandita semplice RisanAmbiente, vincitrice del bando di concorso indetto dalla Regione Puglia e denominato “Principi Attivi”, si propone di rappresentare il partner tecnico ideale di Comuni che intendano liberare il proprio territorio dalle aree degradate oggetto di abbandono di rifiuti.

L’attività di monitoraggio ha riguardato i Comuni del Consorzio Intercomunale di Agenda 21 Locale “Valle della Cupa” (Trepuzzi, Carmiano, Lequile, Monteroni di Lecce, Novoli, San Cesario, San Donato, San Pietro in Lama, Squinzano, Surbo); a questi e agli operatori privati, s’intende fornire  un servizio in outsourcing che si avvalga di un supporto tecnologico, basato sui sistemi GIS e GPS, che possa: monitorare i siti oggetto di abbandono di rifiuti fornendo una serie di informazioni sulla classificazione del rifiuto e sulle caratteristiche ambientali del sito stesso; operare attraverso un servizio di sensibilizzazione e informazione dello stato rilevato; mettere nelle condizioni i Comuni di intervenire al risanamento dei siti censiti.

L’attività di monitoraggio, la cui caratteristica principale risiede nel fatto che le discariche abusive ritrovate, per essere censite, devono avere almeno una superficie a terra di 20 metri quadri, ha avuto inizio lo scorso mese di Aprile ed ha interessato i comuni di Novoli e di Carmiano: nel primo di questi due Comuni sono state censite 6 discariche abusive, per un totale di circa 1150 mq, mentre nel secondo sono state monitorate 2 discariche abusive, per un totale di 100 mq, e un sito di solo amianto. Tale differenza risiede nel fatto che il comune di Carmiano, in seguito ad una serie di ordinanze del Sindaco riguardanti il divieto di abbandono di rifiuti nel territorio in questione, è stato oggetto, in questi ultimi anni, di un’attività di bonifica dei siti inquinati.

Nel comune di Novoli è stato possibile riscontrare come la quantità di rifiuti rilevata fosse proporzionale all’estensione del sito monitorato: in particolare, più grande è il sito, maggiore è la quantità di rifiuti presente. Mediamente, le quantità maggiori di rifiuti riscontrati sono classificabili come rifiuti speciali da costruzione e demolizione, rifiuti urbani e assimilabili (in particolare gli ingombranti): siamo, infatti, in presenza di discariche in cui prevalgono gli inerti e discariche in cui prevalgono gli RSU; alta, comunque, è la presenza di frazioni riciclabili di RSU. Sono presenti, inoltre, rifiuti pericolosi, come l’olio lubrificante, l’antiruggine a base acquosa, la candeggina, fertilizzanti vari e le canne fumarie in amianto.

Si tratta, in particolare, di discariche situate lungo i bordi di strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali), in terreni incolti posti in aree isolate, in luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, in cave abbandonate, in aree con evidenti segni di degrado urbano. Anche nel comune di Carmiano, infine, siamo in presenza di queste tipologie di rifiuti.

Il monitoraggio effettuato nel mese di Maggio ha interessato i comuni di Squinzano, Trepuzzi e Monteroni di Lecce; nel primo dei tre Comuni in questione, sono state ritrovate 10 discariche abusive, per un totale di 520 mq, e un sito di solo amianto, mentre il secondo Comune è stato interessato dal ritrovamento di 1 discarica abusiva, per un totale di 40 mq. Due discariche abusive, per un totale di 70 mq, e 4 siti di solo amianto sono state ritrovati nel comune di Monteroni di Lecce. Anche in questi tre casi siamo in presenza di rifiuti speciali da costruzione e demolizione, rifiuti urbani e assimilabili, rifiuti pericolosi e altri rifiuti speciali, rinvenuti in discariche situate lungo i bordi di strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali), in terreni incolti posti in aree isolate, in luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, in cave abbandonate, in aree con evidenti segni di degrado urbano. L’estensione delle discariche indagate nei comuni di Squinzano, Trepuzzi, Monteroni di Lecce è in generale molto piccola: ciò può essere spiegato dal fatto che i fenomeni di abbandono spontaneo dei rifiuti sono avvenuti in maniera molto diffusa sul territorio, privilegiando un maggior numero di siti rispetto a pochi siti come nel comune di Novoli. La tendenza alla diffusione degli abbandoni potrebbe essere, a lungo andare, molto più pericolosa per il territorio rispetto alla concentrazione in pochi siti del fenomeno.

Il mese di Giugno ha visto proseguire il monitoraggio nei comuni di Trepuzzi e Monteroni di Lecce; sono state censite 9 discariche abusive, per un totale di 1150 mq, e 9 siti di solo amianto nel solo comune di Trepuzzi, mentre, per quanto riguarda il comune di Monteroni di Lecce, sono stati ritrovati 1 discarica abusiva, per un totale di 30 mq, e ben 13 siti di solo amianto. Anche in questi casi siamo in presenza di rifiuti speciali da costruzione e demolizione, rifiuti urbani e assimilabili, rifiuti pericolosi e altri rifiuti speciali, rinvenuti in discariche situate lungo i bordi di strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali), in terreni incolti posti in aree isolate, in luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, in aree con evidenti segni di degrado urbano e strade chiuse di campagna.

Nel Comune di Trepuzzi  numerose sono le zone, soprattutto in periferia, in cui sono immancabili i cumuli di rifiuti inerti e urbani. Abbiamo infatti creato una sezione fotografica a parte sul degrado suburbano, che esula dai risultati del monitoraggio, in quanto si ha a che fare con diffusi cumuli di rifiuti inerti che presentano un’estensione al di sotto dei 20 metri quadrati.

La peculiarità del comune di Monteroni di Lecce risiede invece nel fatto che sono stati censiti tantissimi depositi di amianto, ben 13, su un totale di 28 depositi rinvenuti in questi primi tre mesi di indagine. Il dato è tanto più preoccupante se consideriamo il numero di abitanti (13.895 ab.) e l’estensione del suo territorio che non giustificherebbero la presenza di tanto amianto. In un paio di occasioni, si è notato l’abbandono dei pannelli di amianto proprio nel posto meno indicato, accanto ad un cassonetto dei rifiuti: tale situazione arreca dei seri pericoli a coloro che si servono periodicamente o giornalmente del cassonetto per gettare il rifiuto urbano. In un terzo caso ci si è imbattuti in un “gigante” di amianto in una strada vicinale: forse avranno smantellato un’intera copertura, ma sta di fatto che tale strada era percorsa da ciclisti e podisti, oltre che da automobilisti; è stato impossibile per tutti noi respirare nei dintorni di questo mostro. Una riflessione, infine, sull’unica discarica ritrovata nell’area delle villette a sud di Monteroni sulla strada principale per Copertino: 30 metri quadri di discarica abusiva su uno spiazzo a bordo strada, a portata d’occhio di tutti gli automobilisti e passanti, con grave danno per la salute pubblica.

Il mese di Luglio è stato dedicato al monitoraggio del comune di San Pietro in Lama, che ha portato al censimento di 2 discariche abusive, per un totale di 70 mq, e di 10 siti contenenti solo amianto. Si tratta, anche in questo caso, di rifiuti speciali da costruzione e demolizione, rifiuti urbani e assimilabili e altri rifiuti speciali rinvenuti in discariche situate lungo i bordi di strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali), in terreni incolti posti in aree isolate, in luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, in aree con evidenti segni di degrado urbano e strade chiuse di campagna.

Anche in questo Comune sono stati censiti tantissimi depositi di amianto, ben 10, su un totale fino ad ora rinvenuto di 38 depositi. Come per il comune di Monteroni di Lecce, questo dato è preoccupante, se rapportato al numero di abitanti (3.733 ab.) e alla piccola estensione del suo territorio comunale. La campagna è stata come al solito il posto ideale per abbandonare le lastre di eternit ed è interessante notare come quasi tutti i depositi di amianto sono stati collocati lungo il confine con il comune di Monteroni.

Il monitoraggio effettuato nel mese di Settembre ha interessato i comuni di Lequile e Surbo. In totale sono state censite 22 discariche abusive di cui 14 ricadenti nel comune di Lequile, per un totale di 1070 mq, e 8 nel comune di Surbo, per un totale di 360 mq. La loro presenza è stata riscontrata lungo strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali e complanari), terreni incolti in aree isolate, luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, aree in generale con evidenti segni di degrado urbano, strade chiuse di campagna e cave abbandonate.

Per quanto riguarda i siti di amianto, ne sono stati censiti 38: di questi 19 nel comune di Lequile e altrettanti nel comune di Surbo.

Nel territorio di Lequile, numerose sono le zone in cui il paesaggio è caratterizzato dalla prevalenza di terreni incolti (spesso bruciati), cave abbandonate, imponenti infrastrutture viarie (superstrade, svincoli, complanari, strade chiuse) che favoriscono l’accumulo dei depositi incontrollati di rifiuti. A dimostrazione di ciò, abbiamo monitorato discariche abusive in zone degradate molto ampie, suscettibili di ulteriori abbandoni di rifiuti. E’ facile quindi prevedere un peggioramento delle condizioni ambientali e di salute se non si provvede a bonificare tempestivamente i siti.

La peculiarità del comune di Surbo risiede invece nel fatto che sono stati osservati tantissimi micro depositi di rifiuti inerti, che si confondevano con il paesaggio del luogo fatto prevalentemente di muretti a secco (anche danneggiati) e strade vicinali strette.

Inoltre, durante il nostro giro di perlustrazione, ci siamo imbattuti in due luoghi davvero pericolosi per la salute.

Nel primo caso, se in apparenza eravamo dinanzi ad un paesaggio apparentemente curato e non degradato, percorrendo fino in fondo una strada di periferia abbiamo invece notato che vi erano all’incirca 500 metri di sterrato caratterizzato su ambo i lati da pannelli di amianto semi – nascosti dai cespugli di macchia. Non nascondiamo il crescente sforzo provato nell’ultimare il lavoro fotografico.

Nel secondo caso, una masseria abbandonata si è rivelata un imponente “rifugio” di pannelli e canne fumarie di amianto. Forse é il posto preferito dai cittadini per l’abbandono illegale di amianto? Le foto che riportiamo all’interno del nostro sito internet ne sono la prova tangibile.

Il sesto ed ultimo mese di attività, Ottobre, ha visto svolgere il monitoraggio nei comuni di San Cesario e San Donato di Lecce. In totale sono state censite 7 discariche abusive di cui 1 nel comune di San Cesario, per un totale di 50 mq, e 6 nel comune di San Donato di Lecce, per un totale di 170 mq. La loro presenza è stata riscontrata generalmente lungo: strade secondarie, talvolta in terra battuta (strade vicinali e complanari), terreni incolti in aree isolate, luoghi poco frequentati posti nelle immediate campagne della periferia cittadina, terreni incolti bruciati di periferia cittadina, aree in generale con evidenti segni di degrado urbano, strade chiuse di campagna, cave abbandonate.

Per quanto riguarda i siti di amianto, ne abbiamo censiti 22, di cui 3 nel comune di San Cesario e 19 nel comune di San Donato di Lecce (stesso dato del comune di Lequile).

Il comune di San Cesario di Lecce rappresenta una realtà virtuosa in considerazione del fatto che è stato rilevato un ingente numero di cartelli pubblici contenenti l’ordinanza comunale di “divieto di discarica” oltre al fatto che  vi era un numero esiguo di fenomeni di abbandono.

Discorso diverso per San Donato di Lecce: non tanto per il numero di discariche abusive ma quanto per il numero di depositi di amianto la situazione risulta essere abbastanza preoccupante. A tal proposito abbiamo osservato parecchi edifici rurali e industriali con coperture in amianto.

Il monitoraggio effettuato nel mese di Ottobre ci ha permesso di ultimare le  ricerche su tutti e 10 i territori comunali appartenenti al Consorzio Intercomunale di Agenda 21 Locale “Valle della Cupa”. E’ stata per noi una sorpresa l’aver monitorato un numero così elevato di depositi incontrollati di rifiuti in soli 10 Comuni. A tal proposito abbiamo calcolato la superficie comunale complessiva e successivamente ricavato la quantità di discariche per metro quadro (densità); la densità media è di 0,30 discariche/kmq e 0,48 siti di amianto/kmq. Ciò significa che, per quanto riguarda le discariche, su tre chilometri quadrati di territorio comunale in almeno uno vi è una discarica abusiva, mentre su due chilometri quadrati monitorati in almeno uno vi è un deposito di amianto. Tali dati, riportati su grafici consultabili sul sito della società, confermano quanto descritto finora sulla virtuosità o meno dei Comuni oggetto del nostro monitoraggio.

Abbiamo inoltre notato due fenomeni ben distinti di abbandono di rifiuti inerti: tali fenomeni sono stati osservati più o meno in tutti e dieci i Comuni del Consorzio. La prima casistica riguarda i depositi di rifiuti da costruzione demolizione su suolo privato: può infatti accadere che tali depositi raggiungano volumi ingenti di materiale di risulta e consapevolmente o inconsapevolmente il proprietario lasci che questo fenomeno continui nel tempo accanto alla suo edificio in costruzione.

Nel secondo caso le aziende costruttrici preferiscono abbandonare illegalmente su suolo pubblico il materiale di risulta della costruzione o della demolizione di un edificio. Tale fenomeno solitamente dà il via ad una serie di abbandoni di rifiuti urbani e speciali (ingombranti, parti di auto, pitture, ecc…) che finiscono per creare il classico cumulo illegale nei dintorni dei centri abitati e nelle campagne.

I dati fin qui discussi sono pubblicati nel sito WEB www.risanambiente.com, già attivo, nel quale è riportata la presentazione della società; la pubblicazione di un report mensile sulle attività di indagine svolte (si tratta di schede per il rilevamento appositamente compilate in situ, contenenti informazioni prettamente geografiche relative al sito degradato; dati inerenti la morfologia del sito; la vicinanza di quest’ultimo a centri abitati, strade, corsi d’acqua o aree boscate; l’eventuale presenza di vincoli paesaggistici e una disamina puntuale delle caratteristiche dei rifiuti presenti); il reportage fotografico; l’aggiornamento continuo dei dati trasmessi dagli operatori delle postazioni mobili agli operatori della postazione fissa (Front End GIS); la possibilità di consultazione pubblica del WEB GIS; un’interfaccia dedicata alle segnalazioni, anche in forma anonima, da parte dei cittadini; una sezione dedicata alle buone pratiche del Cittadino, al fine di offrire una corretta sensibilizzazione e ridurre il più possibile gli episodi di illecito.

 

 

 

 

 

 

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