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In vino veritas, a metà strada.

29 Nov
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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Siamo arrivati a più della metà del nostro viaggio nel Parco del Negroamaro attraverso la storia recente del vino e del suo popolo. Una indagine storica, agri-culturale ed eno-economica che sa dell'antico odore di mosto che invade i paesi della zona del Salice doc nei giorni della vendemmia, e che nei primi giorni di settembre del 1957 si mischiò con quello della polvere da sparo. Più che “In vino veritas”, il progetto diventa “De vino veritas”: la verità sul vino. E la verità, come diceva qualcuno, è rivoluzionaria.

Nella prima fase ci siamo dedicati alla ricerca delle fonti relative alla crisi vitivinicola degli anni Cinquanta e ai tumulti del 1957, seguendo due direttrici principali:

  • quella geografica, concentrando la ricerca in un primo momento all’area delimitata dai comuni interessati ed estendendola successivamente al territorio regionale e nazionale;
  • quella tipologica, includendo tra le fonti ogni genere di testimonianza scritta (documenti, materiale bibliografico e fotografie) e orale (materiale audiovisivo).

Abbiamo consultato ed esaminato le fonti conservate presso archivi storici comunali, archivi privati, gli Archivi di Stato di Brindisi e Lecce, l’Archivio Centrale dello Stato, biblioteche ed emeroteche del territorio regionale e nazionale. Contestualmente, in ogni istituto visitato, è stata avanzata una richiesta di riproduzione della documentazione ritenuta più rilevante, e si sta man mano procedendo alla descrizione delle singole unità riprodotte per permetterne un’idonea consultazione.

Pur trattandosi di materiale riprografato destinato a formare una raccolta organica di nuova costituzione, se ne stanno analizzando le relazioni non solo tra le singole unità, ma anche con i fondi di appartenenza, i soggetti conservatori e i soggetti produttori delle fonti originali. I criteri organizzativi della raccolta sono stati individuati sulla base del contenuto delle fonti descritte, che ci hanno orientato al raggruppamento della documentazione secondo percorsi tematici con un ulteriore ordinamento interno di natura cronologica.

Parallelamente alla raccolta del materiale d’archivio, ci siamo dedicati, e continuiamo a farlo, alla realizzazione di interviste orali a testimoni diretti delle vicende narrate e a studiosi del settore, per permettere la raccolta, la catalogazione e la fruizione dei documenti registrati su supporto audio e video. Riteniamo infatti indispensabile integrare le fonti scritte con le testimonianze dirette per analizzare compiutamente un episodio storico che ha lasciato poche tracce disseminate in istituti non collegati ed esposte ai segni del tempo e dell’incuria. Intendiamo in questo modo documentare una visione diversa e complementare, basata sulla memoria e sull’interpretazione, rispetto a quella istituzionale.

E' nel frattempo partito il lavoro di progettazione del portale web che conterrà documenti ufficiali, articoli di giornale e carteggi privati, oltre alle interviste ai protagonisti de “La guerra del vino”. Prende sempre più forma l'idea di un web-documentario, fruibile on line dall'inizio alla fine, oppure on demand, a seconda delle esigenze dell'utente. Davvero un archivio storico multimediale, facile da usare e bello da vedere. Le informazioni relative alla descrizione delle fonti riprodotte e alla catalogazione del materiale audiovisivo saranno inserite in un software che assicuri la gestione dinamica del patrimonio posseduto e che sia in grado di registrare nuove immissioni e di effettuare ricerche sull’esistente.

C'è poi una parte “immateriale” del percorso che “In vino veritas” ha compiuto in questi mesi. Ed è il viaggio attraverso le eccellenze e i cervelli del nostro territorio: web factory, artisti, professionisti della comunicazione, archivisti, economisti, editor, la stragrande maggioranza dei quali al di sotto dei 35 anni, che confermano che una Puglia migliore c'è, esiste, lavora tutti i giorni con entusiasmo. E con entusiasmo ma con obbiettività guarda al progresso e al futuro di questo territorio.

Il follow up di questo progetto, che veniva anche da noi stessi considerato un po' zoppicante, comincia invece ad affacciarsi prepotentemente all'orizzonte delle attività della nostra associazione, che vuole trasformare la memoria in resistenza, e la resistenza in progresso. Principi attivi sta dando l'opportunità di mettere intorno a un tavolo uno stralunato e trasognante “gastrofilosofo musicale”, un regista che ha raccontato e continua a raccontare il Sud-Est, un produttore cinematografico che da una storia di “resistenza gastronomica” ha tratto un film documentario di successo, e probabilmente anche uno dei grandi nomi del jazz italiano.

Oltre che a noi fondatori di MemoPromoculture, Principi attivi sta dando inoltre l'opportunità a tre giovani di questo territorio di svolgere un'attività lavorativa che li entusiasma e li appassiona, e forse sarà proprio la passione ad animare questo progetto. Regaliamo passione a chiunque incontriamo sulla nostra strada, ma ne riceviamo in cambio mille volte tanto, e i risultati si vedono e si vedranno ancora meglio al termine di questo avvincente viaggio tra l'enologia salentina di ieri e di oggi, i suoi luoghi e i suoi volti.

Perché, come ha scritto Luigi Veronelli, “il vino è il canto della terra verso il cielo”.

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