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"Le carte degli Acquaviva d'Aragona: storia, arte e cultura nel territorio pugliese"

05 Ago
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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L'Associazione Culturale Apuliae Manuscripta propone un progetto per il recupero, la tutela, la valorizzazione e la diffusione di una parte importante del patrimonio storico documentale della Regione Puglia, cioè quello relazionato alla famiglia nobile pugliese degli Acquaviva D'Aragona fra i secoli XV e XVIII, attraverso la costruzione di un fondo archivistico interamente digitale a partire dalla documentazione storica edita, e soprattutto inedita, custodita da alcuni dei più importanti archivi storici europei. Dietro l'apparente durezza e specificità di questa necessaria presentazione si nasconde un progetto interessante per tutti.

 

L'importanza della celebre famiglia riecheggia attraverso le numerose tracce lasciate dalla stessa sul territorio pugliese, si pensi al castello di Conversano e al vicino monastero benedettino, al palazzo ducale di Nardò e al casino di caccia di Marchione in terra di Putignano, alla peculiare architettura urbana di Alberobello o alle famose tele dipinte da Paolo Finoglio rappresentanti la Gerusalemme Liberata del Torquato Tasso. Tali elementi, di grande rilevanza simbolica e storico-artistica, sono da sempre al centro dell'attrattiva turistica della Puglia, infatti rappresentano tappe imprescindibili nell'itinerario di quanti vogliano conoscere la storia, l'arte e la cultura delle terre pugliesi. I momenti essenziali di costruzione di gran parte del paesaggio pugliese sono legati alla famiglia che, fra i secoli medievali e moderni, ha inciso profondamente sulla conformazione del paesaggio urbano e rurale della regione. Molteplici significati sono depositati non solo in ogni capitello, in ogni quadro e in ogni torre, ma anche nella forma del bosco, nei muretti a secco, nell'organizzazione dei porti, negli spazi occupati e non, anch'essi dotati di una ragion d'essere.

Tuttavia, il pubblico fruisce di tale materiale in modo disorganico e approssimativo,  ridotto ad una collezione spettacolare di monumenti, slacciati fra di loro e lontani dal tessuto sociale nel quale sono stati creati. Infatti secondo lo stato attuale della ricerca, gli oggetti sparsi sul territorio e relazionati alla famiglia nobile rappresentano solo alcuni tasselli di un mosaico disordinato e incompleto. I nomi delle strade e quelli dei casali, i santi venerati, i colori di arazzi e bandiere, i trulli e gli ulivi secolari, le forme dei porti e le dinamiche commerciali, i nomi della gente e i sapori in cucina, i modi di fare e i modi di dire....racchiudono i segreti silenziosi di una potente famiglia feudale che, non solo ha partecipato alla conformazione stratificata del territorio umanizzato, ma ha lasciato un'impronta decisiva, con una presenza lunga e intensa, sull'identità della Regione Puglia. Curiose e famose leggende, che ruotano attorno ai principali personaggi della famiglia, si mescolano e sovrappongono in maniera confusa ai dati storici di più probabile veridicità, creando dubbi e confusioni che si riflettono tanto nei libri scientifici che si occupano degli Acquaviva d'Aragona, quanto nei dépliant e guide turistiche, lasciando spazio a imprecisioni e banalizzazioni.

La relazione fra la nota famiglia e il territorio sul quale ha impresso nei secoli  il proprio potere è, quindi, tutta da scoprire. Gli studi relativi ai nobili pugliesi incontrano da sempre forti difficoltà per l'esiguità delle fonti documentali negli archivi storici locali, dovuta incendi e pestilenze, si pensi ad esempio all'incendio nel luglio del 1943 dei depositi dell'Archivio di Stato di Napoli.

I componenti della neo Associazione Apuliae Manuscripta durante il loro percorso di studio e di lavoro, hanno riscontrato un'enorme mole di documentazione inedita sulla famiglia Acquaviva d'Aragona dei secoli XV-XVIII, depositata nei più importanti archivi storici europei dislocati fra Spagna, Francia e tutta Italia. Questa è custodita principalmente dai centri archivistici di Spagna per le relazioni storiche fra il Regno di Napoli e la Corona Spagnola.

L'individuazione della documentazione è possibile, inoltre, attraverso i traguardi raggiunti negli ultimi anni dalle scienze archivistiche e storiche, in particolare in Francia e Spagna. Infatti gli esperti sul tema, oltre a stabilire delle regole internazionali per la tutela, la valorizzazione e la diffusione del patrimonio storico documentale, si sono cimentati con l'utilizzo di nuovi mezzi informatici e telematici applicati ai fondi documentali che facilitano l'accesso degli utenti alle fonti.

La realizzazione del progetto si articola nelle seguenti fasi: si svolgeranno delle ricerche in situ all'interno di ognuno degli archivi storici selezionati; individualizzata la documentazione si avanzeranno delle proposte per la sottoscrizione di convenzioni fra l'Archivio Diocesano di Conversano -sede dell'associazione e luogo dove convergeranno le fonti documentarie riprodotte- e i vari archivi; tali convenzioni proporranno scambi di documentazione in digitale o collaborazioni di altro tipo con lo scopo di riunire la maggior parte possibile di documentazione, soprattutto inedita, sulla famiglia nobile pugliese; riunita la documentazione e trasformata in formato di immagine digitale si procederà ad una complessa operazione di riordino e inventariazione del materiale documentale raccolto, seguendo da un lato criteri che rispondono alle norme archivistiche vigenti e dall'altro a criteri che soddisfino l'obiettivo di rendere il materiale raccolto fruibile. Ne emergerà la costituzione di un nuovo fondo archivistico digitale, organizzato e sistematizzato.

 

 

Oggi le applicazioni informatiche permettono non solo di effettuare ricerche più precise con tempi e costi contenuti, ma anche di avanzare proposte capaci di rendere i fondi archivistici fruibili da un pubblico ampio ed eterogeneo. Affinché il nuovo fondo possa essere fruibile da una utenza, non solo di specialisti, ma soprattutto di meno esperti, verrà dotato di un particolare supporto informatico. In questa fase di realizzazione del progetto si intendono utilizzare le applicazioni informatiche necessarie per la creazione di un sistema dotato di testi descrittivi, immagini digitali e integrazioni esplicative, tutti elementi che saranno relazionati fra loro tramite collegamenti ipertestuali che permetteranno al pubblico l'accesso e la navigazione all'interno del fondo. In questo modo utenti di vario tipo, come scuole, municipi, province, operatori e imprese turistiche, gruppi di interesse o singoli curiosi potranno  percorrere un nuovo itinerario verso la scoperta della storia, dell'arte e della cultura nel territorio pugliese, perseguendo ognuno gli obiettivi fissati. Non solo lacune, imprecisioni e approssimazioni storiche sulla famiglia nobile Acquaviva d'Aragona, e sugli elementi del territorio ad essa relazionati, potranno finalmente essere rivestiti di nuova luce, ma anche incredibili e sorprendenti storie (che gli autori dell'idea progettuale hanno avuto il privilegio di assaporare in anteprima) ridipingeranno le identità della Puglia.

La realizzazione dell'idea progettuale avverrà grazie ai fondi stanziati dalla Regione Puglia, nell'ambito del concorso Principi Attivi. Giovani idee per una Puglia migliore e grazie alla collaborazione di numerose istituzioni e centri che presteranno le competenze scientifiche necessarie. Fra le partnership appaiono il Dipartimento di Scienze Storiche e Sociali dell'Università degli Studi di Bari, in particolare il prof. Biagio Salvemini, professore ordinario di Storia Moderna, ha offerto la sua competenza e disponibilità a fungere da supervisore scientifico dell'idea progettuale; il Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell'Università del Salento, il cui corpo docente, sta collaborando come esperto in comunicazione e pedagogia nella fase di creazione di "dialoghi interattivi" tra fonti e utenti; la Società di Storia Patria Sezione di Lecce, in particolare il prof. Mario Spedicato, professore associato di Storia Moderna, ha accettato fungere da supervisore scientifico per la corretta realizzazione della fase di ricerca della documentazione e a offerto il supporto scientifico in relazione alla possibile utilizzazione della stessa in sede di storia regionale; l'Archivio Diocesano di Conversano, ha offerto gli spazi e le risorse dell'archivio per la realizzazione dell'idea progettuale ed ha accettato di accogliere il nuovo fondo archivistico digitale sul tema scelto e gli utenti che vorranno entrarne a conoscenza. Nuove istituzioni, che saranno presentate prossimamente, hanno accettato di aderire in qualità di partner al progetto presentato, in ragione della piena coerenza con le linee di ricerca e lavoro condotte nelle varie strutture.

 

Alcuni dati utili:

Componenti del gruppo: Rosaria Colaleo, Aurora Martino, Mariarosaria Lippolis

Sede Associazione Apuliae Manuscripta: via Paolotti, nº 2, cap. 70014 CONVERSANO (BA)

Recapito telefonico: 0804959194 (nº Archivio Diocesano); 3343024008 (Rosaria Colaleo)

Mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Letto 3099 volte Ultima modifica il Giovedì, 06 Agosto 2009 15:33