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Bollenti Spiriti

Il workshop Rinascènza e la mostra fotografica

19 Apr
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Prendi un gruppo di persone sconosciute tra loro che hanno in comune l'arte fotografica.
Fornisci loro un tema a carattere folkloristico e territoriale con cenni di nozioni storiche.
Dai loro le linee guida tecniche e artistiche.
Infine mandali per strada a sperimentare.

Il risultato potrebbe essere inaspettatamente meraviglioso.

Ma partiamo dall'inizio.

Quindici giorni fa avevamo annunciato sui nostri canali l'avvio di un workshop di fotografia propiziatoria denominato Rinascènza: il progetto è stato volutamente programmato in un periodo particolare dell'anno, ovvero quello della settimana santa dove i rituali religiosi della città di Ruvo, già noti per il carattere emozionante e spirituale, si svolgono parallelamente a quelli folkloristici ormai radicati nella memoria popolare.
A questi elementi della tradizione, si affianca (e si concatena) il naturale passaggio dalla stagione invernale a quella primaverile, caratterizzato dal naturale processo di rinascita.

Dunque gli elementi religioso, folkloristico e territoriale hanno fornito il giusto spunto per il tema del corso fotografico che La Capagrossa ha voluto organizzare in collaborazione con Cacciatori d'Ombra, che ha visto coinvolti 9 corsisti guidati dal fotografo barese Alessandro Cirillo.

Obiettivo del corso: utilizzare la fotografia come linguaggio per raccontare di volti, di sguardi e di occhi che vivono questo momento di passaggio, di rinascita e di ritrovata freschezza.

Il workshop si è svolto nel weekend a ridosso della domenica delle Palme e ha visto, durante la giornata del sabato, una introduzione alla tematica del corso con l'ausilio di Cleto Bucci, console per la Puglia del Touring Club Italiano, nonché storico ruvese ed ex assessore alla cultura della città.

Il fotografo Alessandro Cirillo, docente del corso ha istruito i partecipanti sulle tecniche fotografiche.

Tra il pomeriggio del sabato e la giornata successiva, quella della festività liturgica delle Palme, i corsisti sono usciti allo scoperto per uno shooting fotografico in esterna e, dopo essersi piazzati in uno dei punti nevralgici del passeggio domenicale, hanno invitato i passanti a sottoporsi all'esperimento fotografico.

È stato chiesto loro di interpretare con l'espressione del volto dunque, i due momenti che caratterizzano la rinascita: il primo legato alle tenebre, al freddo inverno, al torpore. Occhi chiusi.

Il successivo è quello della riconciliazione con la vita, interpretazione supportata dall'ausilio dei tradizionali simboli che addobbano la Quarantana ovvero la conocchia e il fuso (simbolo del lavoro femminile e del tempo che passa), l'arancia (un tempo veniva utilizzato un melograno o una patata) e le sette penne di gallina conficcate in essa che rappresentano le settimane della Quaresima.
Abbiamo lasciato libera scelta di introdurre, nello scatto, qualsiasi altro simbolo che potesse ricondurre al concetto di rinascita e di riconciliazione con la vita: e quindi ecco comparire un uovo, una macchina fotografica. I bambini.

Inaspettata la partecipazione di 81 cittadini che, dapprima con titubanza e poi con entusiasmo si sono prestati al progetto. Sono stati effettuati oltre 200 scatti sui quali è stata operata una selezione al termine dello shooting.

Il passo immediatamente successivo è stato quello dell'installazione della mostra. È la parte che ha richiesto un notevole impegno di energie e di collaborazione, per riuscire a realizzarlo al meglio ed esprimere con tutta la forza i sentimenti reconditi di base del progetto.

In tre giorni l'ex Convento dei Domenicani di Ruvo, già sede della Pinacoteca Comunale di Arte Moderna, ha visto un viavai di cavi di nylon (che sembravano impossessati e si intrecciavano continuamente), trabattelli e scale, diverse decine di metri di nastro adesivo, materiale da riciclo vario, cartoncini colorati, stampe fotografiche, una quantità infinita di caffè e dolci vari e, elemento più importante, i nostri ormai affezionati Amici de La Capagrossa sempre pronti a sostenerci fisicamente e strumentalmente in tutti i nostri (folli) progetti.

L'installazione è stata strutturata per poter essere attraversata e vissuta sulla pelle, con gli occhi, con il tatto, attraverso le sensazioni.

Appena voltato l'angolo del corridoio dell'ex Convento dei Domenicani, si percepisce da subito una sensazione di oscurità, di passività: è il momento legato al freddo inverno. Dal soffitto scende una fitta rete di fasce, che impedisce alla luce di filtrare e trasmette un senso di oppressione. A passarci sotto la si può sfiorare con le mani, pesante, tangibile.

Nel mezzo scendono, quasi fino a sfiorare il pavimento, le immagini dei volti di uomini e donne con occhi chiusi, quasi a creare un labirinto, un ostacolo nel cammino: lo sfondo fluo dei loro ritratti non basta a distogliere l'attenzione dall'austerità dei loro volti, nell'interpretazione dell'abulia.

La sensazione è quella di sentirsi quasi irretiti dai quei volti addormentati.

Ma oltre si intravede la luce, si percepisce una prosecuzione di quegli stessi colori, fluo ma con un'intensità differente. Si accelera il passo facendosi strada con il proprio corpo, discostando quelle immagini con le spalle, con le mani. E tutto ad un tratto, desiderata, sperata, agognata... la rinascita. Un'ondata di luce investe il visitatore. Frontalmente gli stessi volti appena abbandonati, appaiono sorridenti, sereni, rallegrati da un'aurea di freschezza, rincuorati dal conforto di una ritrovata gioia.

All'improvviso ci si sente pervasi dal sollievo, dalla sensazione di essere riusciti ancora una volta a superare un ostacolo, pronti a godere appieno di una nuova esperienza di vita.

La domenica di Pasqua, giorno preposto alla rinascita in tutta la sua forza ed espressione religiosa e folkloristica, abbiamo inaugurato la mostra fotografica.

A tagliare il nastro (di carta riciclata) il sindaco Ninni Chieco e l'assessora alla cultura Monica Filograno seguiti da amici, parenti, corsisti, conoscenti, curiosi i quali componevano una folla di persone che non ci aspettavamo davvero di vedere.

Emozionante tanto da far luccicare più di un paio di occhi, da far battere i cuori, ed entusiasmante tanto da perdere quasi l'orientamento tra le foto che pendevano dal soffitto.

E al termine del percorso, abbiamo installato un piccolo set fotografico dove tutti i visitatori hanno la possibilità di poter replicare gli scatti della rinascita e condividerli sui canali social, utilizzando l'hashtag ufficiale dell'evento #BuonaRinascènza.

https://www.facebook.com/media/set/?set=a.1861516454064510.1073741850.1513275792221913&type=3

Non è facile Rinascere. Perché la Città, la Società, ci impongono i propri schemi. E nella routine, durante l'esecuzione di tali schemi, siamo a vivere ad occhi chiusi, allineati, compressi.

Non è facile Rinascere ma possibile. E allora a La Capagrossa Coworking, con i corsisti, con Alessandro Cirillo, Mauro Ieva, con gli 81 cittadini che si sono prestati, abbiamo deciso che Rinascènza fosse la costruzione di una comunità che "apre gli occhi", che attiva sul territorio, amplifica i propri spazi d'azione. Tante piccole variabili ad altezze differenti, che insieme formano il più perfetto degli algoritmi.

 


La mostra resterà aperta fino al giorno 23 aprile 2017
Orari di apertura: dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 20.
Chiuso il lunedì pomeriggio.

Ideazione workshop e allestimento mostra a cura de La Capagrossa Coworking

Corsisti: Antonio Amenduni, Donato Anselmi, Michele Bucci, Tania Cantatore, Felice Tibberio, Mara Dani, Vincenzo Fracchiolla, Agnieszka Kolacka, Marco Volpe.
Docente: Alessandro Cirillo
Allestimento: Ivan Iosca (XYZ Officine)
Progetto grafico: Valentina Caldarola (La Capagrossa Coworking)
Ufficio stampa: Giovina Caldarola (La Capagrossa Coworking)

Un vivo ringraziamento per la collaborazione a:
Monica Filograno, Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione
Mauro Ieva, Cacciatori d’Ombra
Cleto Bucci, Console Touring Club Puglia
Francesco Picca, direttore della Pinacoteca Comunale di Ruvo di Puglia
Maria Volpe, Ristorante U.P.E.P.I.D.D.E.
Daniela Raffaele, Clitorosso
Rino De Biase, Azienda Tipografica De Biase

Letto 190 volte Ultima modifica il Giovedì, 20 Aprile 2017 09:28

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