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Questo è il seme che permette ad uno spazio di diventare un luogo.

09 Mar
Scritto da  in BLOG BOLLENTI SPIRITI
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La trasformazione di uno spazio, di un quartiere e anche di una città passa attraverso la propria trasformazione.
Quando in questi spazi crei delle relazioni, dal più piccolo di questi legami magicamente nasce un segnale che disegna nuovi scenari improvvisi, nuovi percorsi circolari che generano un cambiamento dentro te stesso e creano di fatto la vera politica “mainstream” sull’innovazione sociale. Questo è il nostro significato di rigenerazione urbana.
Dopo due anni di duro lavoro nel nostro paese, oggi siamo convinti più che mai che il Laboratorio Urbano MAT, come tutti i laboratori urbani pugliesi, vanno affidati alla collettività che vuole produrre lavoro, che si adopera “con le mani”, che ne ha cura, che cerca di sviluppare, attraverso le singole competenze e il fare comune, meccanismi che generano aggregazione, relazioni, opportunità ed economie. Questi spazi devono essere messi nelle condizioni di liberare le energie dirompenti dell’innovazione vera per produrre valore e non essere un peso per la comunità. Questi spazi sono una grande risorsa, sono luoghi pensati per la libera fruizione, per lo svago, per incontrarsi, ma soprattutto luoghi per imparare, luoghi di fiducia.
 

Finalmente, on determina dirigenziale del 28/02/2017, si ufficializza l'inizio delle procedure di bando per l’affidamento del laboratorio urbano MAT di Terlizzi e contestualmente viene affidato lo spazio temporaneamente alle associazioni Collettivo Zebù, Officina di strada e Laboratori Tanè fino all’assegnazione definitiva del vincitore della gara. 

"La decisione pubblicata dal Comune di Terlizzi esclude ufficialmente il rischio di chiusura del Laboratorio Urbano e affida alle tre Associazioni la responsabilità di garantire la continuità dei servizi e dei processi di comunità già attivati: una sala studio gratuita, percorsi di formazione (teatrale, cinematografica, artigianato, musicale, …), una sala prove e studio di registrazione per band del territorio, un laboratorio di falegnameria, un laboratorio di serigrafia nato dalla partecipazione e dalla vincita del bando regionale "Mettici le Mani". 

L'affidamento temporaneo è stato determinato sulla base del processo di apertura verso il territorio e del percorso di sviluppo dello spazio avviato in questi ultimi anni che di fatto ha visto, innegabilmente, il coinvolgimento di numerose risorse in termini di professionalità e la grande partecipazione giovanile rilanciando e rendendo il laboratorio urbano terlizzese uno dei centri culturali più attivi.

Il Mat potrà continuare nei prossimi mesi ad essere una risorsa disponibile e accessibile alla comunità giovanile terlizzese e non solo, se pur con alcune limitazione derivanti da un affidamento temporaneo.

"Il periodo di transizione che porterà all'assegnazione ufficiale del futuro gestore del Laboratorio urbano sarà per noi  un momento molto importante  per progettare il futuro del Mat in funzione di una nostra diretta partecipazione al bando di gara. In questo periodo studieremo i possibili sviluppi dei processi di partecipazione già attivati e pianificheremo nuove progettualità e attività che possano rendere lo spazio sempre più un efficace mezzo per rispondere alle esigenze del territorio in termini di formazione, inclusione sociale, produzione artigianale e svago creativo".

“Per esperienza diretta, sappiamo bene quanto importante è l'interazione e il coinvolgimento tra più soggetti per realizzare processi di sviluppo della struttura e garantirne la sostenibilità economica a fronte di un bando che affiderà al futuro gestore quasi totalmente gli oneri economici rispetto alla spese di gestione, alle utenze, alla manutenzione, alle progettualità da attivare e quant’altro. Di conseguenza, la coesione con le realtà territoriali, la progettazione condivisa, la conoscenza e lo studio dei mercati in cui questo incubatore di energie si posiziona sarà fattore imprescindibile di analisi per ciò che concerne il tema della sostenibilità. Grazie all'esperienza vissuta, alla conoscenza dello spazio e alle competenze acquisite in questi anni, oggi siamo in grado di elaborare un chiaro modello operativo di gestione e di sviluppo sostenibile della struttura. Partendo dall’esperienza e dai processi già attivati, siamo convinti che la sfida sulla sostenibilità economica del MAT deve necessariamente avere a che fare con l'attivazione di percorsi inclusivi e di partecipazione, con strategie di attivazione di progettualità virtuose, con la strutturazione di reti solide tra i tanti soggetti culturali attivi sul territorio e con la migliore capacità comunicativa che lo spazio potrà esprimere all'esterno rispetto alle future progettualità.

Un Laboratorio Urbano non deve essere considerato un eventificio. Un Laboratorio Urbano è un’esperienza di economia sociale che può trarre risorse per il proprio sostentamento da alleanze e scambi con gli attori pubblici e privati della comunità. Crediamo fortemente che le "imprese di comunità" come il Mat  possono essere potenti fattori di innovazione delle politiche urbane cittadine".

Questi spazi devono essere messi nelle condizioni di liberare le energie dirompenti dell’innovazione vera per produrre valore e non essere un peso per la comunità. Questi spazi sono una grande risorsa, sono luoghi pensati per la libera fruizione, per lo svago, per incontrarsi, ma soprattutto luoghi per imparare, luoghi di fiducia.”

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Letto 1028 volte Ultima modifica il Giovedì, 09 Marzo 2017 10:50

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