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Bollenti Spiriti

Racconto del progetto

08 Nov
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MAKE OFF Coworking Open Space nasce da una profonda riflessione su come valorizzare a pieno l’infrastruttura Officina San Domenico e su come combattere il disagio giovanile. Due questioni, queste, centro delle linee guida dettate dalla regione Puglia nei periodi 2005-2012 e 2014-2015. Vi era infatti la necessità di fare in modo che tutti gli spazi del laboratorio venissero sfruttati a pieno, per attività continuative e che potessero garantire sostenibilità alla struttura. Quindi, con l’intento di fare qualcosa per superare la problematica del disagio giovanile, della disoccupazione dilagante e dei cosiddetti NEET, abbiamo pensato ad uno spazio di aggregazione giovanile orientato verso il lavoro. Il coworking, infatti, è uno stile lavorativo che prevede la condivisione di un ambiente di lavoro da parte di liberi professionisti, freelance, piccole imprese o ditte individuali che mantengono la loro attività indipendente. Rappresenta un’alternativa, a costi contenuti, rispetto al lavoro presso la propria abitazione (con i connessi rischi di “isolamento” e mancanza di strutture adeguate) o a sistemazioni occasionali e “di fortuna” per giovani professionisti del posto che, in ogni caso, non necessitano di un ufficio strutturato a tempo pieno oppure, soprattutto nella fase iniziale della propria attività, non possono economicamente permetterselo. Ma risponde anche ad un’altra necessità: quella di creare sinergie, contatti, relazioni tra persone, un processo sociale collaborativo ed informale dove le conoscenze, le competenze e le aspirazioni si possono incontrare e scambiare. Il coworking quindi non è solo uno spazio fisico, ma è anche una comunità dove i partecipanti ricavano i vantaggi che scaturiscono dalla condivisione di obiettivi e problemi comuni, in particolare quelli delle start up. Per fare questo abbiamo avviato un processo di trasformazione, ottimizzazione e rimodulazione degli spazi rendendo il LU Officina San Domenico lo spazio fisico ideale per creativi e innovatori sociali. Il giusto luogo dove trovare ispirazione ed entrare in contatto con altri giovani, freelance, creativi, esperti d’informatica, persone unite dal desiderio di avere un impatto positivo sulla città e sul mondo un posto dove accedere a risorse, lasciarsi ispirare dal lavoro di altri, avere idee innovative, sviluppare relazioni utili e individuare opportunità. Dopo aver focalizzato l’idea si è passati, come previsto, ad un indagine cognitiva dello stato dei luoghi , dove si è affermata la fattibilità tecnico e strumentale del progetto. Nel progetto sono stati coinvolti un team di architetti e un addetto alla comunicazione oltre allo staff già presente in struttura. Questi in continuo collegamento e costante brainstorming hanno effettuato una progettazione preliminare dell’allestimento, con l’elaborazione anche di più soluzioni che sono state condividere successivamente col gruppo di lavoro e l’elaborazione di disegni bidimensionali, provvedendo all’elaborazione e stesura di un piano di progettazione esecutiva; Successivamente, tramite un evento facebook e passaparola abbiamo organizzato un primo incontro aperto alla cittadinanza per condividere il progetto e creare un gruppo di lavoro che ci avrebbe poi aiutato alla realizzazione pratica e partecipata dello stesso. Da questo incontro è emersa la soluzione definitiva del nuovo allestimento lasciando dei margini per alcune modifiche e migliorie in itinere. In seguito si è provveduto all’acquisto di parte dei materiali che ci avrebbero permesso nelle settimane successive l’inizio dei lavori e l’allestimento degli spazi, uno dei primi spazi ad essere rimodulato è stato il desk e lo sportello. Queste due aree sono state il luogo in cui si è dato il via allo “Sportello di Consulenza per i NEET”; lo sportello, attivo da Dicembre a Luglio, ha permesso a molti giovani di essere opportunamente orientati nel lavoro, scegliendo il miglior percorso per poter sviluppare e raggiungere le proprie aspettative. Lo sportello, tramite colloqui individuali e bilanci di competenze ha permesso a molti ragazzi di uscire dallo stato di inerzia in cui versavano e di poter provare ad inseguire la propria idea imprenditoriale. In questo senso il Coworking è divenuto un incubatore di idee che ha permesso di mettere in circolo idee e competenze assolvendo in pieno a quello che è la missione di creare sinergie. Tutto il processo di restyling, allestimento e riorganizzazione è durato alcuni mesi ed ha interessato una porzione di struttura per volta in modo da non interrompere il servizio e le attività offerte dal Laboratorio Urbano. Va sottolineato che questa modalità ha rallentato sicuramente i lavori ma ha facilitato la comunicazione del progetto infatti, gli utenti del LU hanno vissuto il processo di cambiamento. Ad ogni evento nuovi elementi erano visibili all’interno e all’esterno della struttura suscitando negli utenti una forte curiosità che ha amplificato gli effetti del piano di comunicazione e la diffusione del progetto. Il risultato finale del progetto non è stato solo creare il Coworking, inteso come spazio di lavoro e di condivisione, ma di creare “Il SISTEMA OFFICINA” ovvero uno spazio in cui il Laboratorio si suddivide in: Coworking, Eventi e Musica ognuna delle quali differenziata per simbolo e colore. L’area “Cowo” a sua volta si suddivide in altre aree per un totale 5 aree (in blu) affittabili e condivise in relazione ai servizi ed alle modalità scelte creando un totale di 46 postazioni di Coworking più una sala riunioni affittabile indipendentemente dalle postazioni del Coworking. Attualmente gli spazi sono parzialmente occupati, ma i coworker non stanno versando alcuna quota poiché il Comune di Andria, in virtù anche del nuovo bando vinto “Laboratori Urbani in rete”, ha chiesto di congelare la situazione al fine di redigere un nuovo regolamento di accesso e di vagliare in modo congiunto i prezzi. Pertanto la presenza dei Coworker all’interno della struttura ci serve non solo per aumentare le competenze interne ma anche come termometro di quello che può essere l’andamento dell’affitto degli spazi e delle migliorie da apportare al fine di ottimizzare ulteriormente gli spazi ed i servizi connessi. Si sta pensando, inoltre, ad un rafforzamento della comunicazione nell’ottica di intercettare ulteriori utenti ed alla luce di questo si sta pensando di poter aprire il coworking anche al terzo settore. Va infine aggiunto che i nuovi spazi hanno attirato nuove professionalità ma soprattutto l’Officina è stata l’incubatrice che ha dato alla luce una nuova cooperativa sociale di tipo B.

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Letto 919 volte Ultima modifica il Mercoledì, 09 Novembre 2016 13:34