In cosa consisteva (da formulario):
“Open doors to art. L’arte contemporanea nei luoghi del quotidiano” [da adesso in poi solo: Open doors to art] è un progetto di residenze d'artista che, nasce dal desiderio di voler valorizzare Palagiano e l'intero arco ionico tarantino, ai margini di quel movimento turistico che interessa l'intera regione. Per questo, si intende operare per promuovere uno sviluppo culturale, sociale, turistico ed economico del territorio attraverso il confronto con i linguaggi dell'arte contemporanea.
Si vuole partire dal coinvolgimento attivo della stessa comunità palagianese: le case di alcuni cittadini saranno i luoghi di accoglienza per gli artisti che vivranno per circa due mesi a Palagiano e gli spazi pubblici, le location delle loro installazioni site- specific, frutto delle suggestioni e delle interazioni che scaturiranno dal vivere i luoghi del quotidiano.
Il progetto è un'operazione culturale che crea nuove prospettive, salda i legami e senso di appartenenza, determina una nuova conoscenza di se stessi e un’apertura al pensiero e al linguaggio artistico della stretta attualità, mette in atto una nuova reinterpretazione dello spazio urbano e del patrimonio storico materiale e immateriale del territorio.
Inoltre, con la sensibilizzazione della cittadinanza e delle coscienze giovanili si cerca di ovviare al problema del vandalismo. La formazione e l'educazione per accrescere quel senso civico che sta alla base di ogni buona relazione umana: il rispetto della "res publica".
Cosa avete realizzato:
La presenza dei tre artisti - Maria Grazia Carriero, Paolo Carta, Angela Colonna - ha dato frutto a tre opere site spefic pensate e realizzate per Palagiano. Le relazioni e le suggestioni nate e intensificate durante le tre settimane di residenza tra gli artisti e i cittadini hanno “prodotto” tre installazioni collocate in tre aree scelte del centro storico:
Darkness di Maria Grazia Carriero- Un video intervista che l’artista ha realizzato a coloro che liberamente si sono prestati nella loro semplicità a confrontarsi su una tematica radicata nel Sud Italia: la JÚRJƏ o munaciedd, che condiziona attualmente il pensiero e il comportamento dei superstiziosi e non.
Il video è stato proiettato in una piazza pubblica su una parete di un palazzo, la cui fruizione all’ aperto esplicita quasi la volontà di esorcizzare la credenza. Tutto quello che è stato fino ad ora sottaciuto diventa in qualche modo pubblico e condiviso.
Il giardino della Stornata di Paolo Carta- Cinque fioriere in legno di abete che insieme profilano la Riserva Statale della Stornara a pochi chilometri dal paese. Osservatore attento della natura, come si definisce l’artista stesso, Carta ha voluto mettere in luce un luogo poco valorizzato seppur di grande valore naturalistico ed esortare i cittadini alla tutela di questo polmone verde sulla costa ionica. Il valore massimo di questa operazione viene raggiunto durante la performance inaugurale, quando l’artista con l’ausilio di alcuni astanti interra delle piantine tipiche della macchia mediterranea (lentisco, rosmarino, ginestre).
I fatt di Angela Colonna – Una sorta di libreria della memoria a cielo aperto, realizzata con casse di legno utilizzate ancora oggi per la frutta e la verdura, che raccoglie fotografie, poesie, oggetti, mentre le voci degli stessi abitanti si susseguono in una narrazione continua. Storie d’amore, stornelli, ricette contro ogni malanno, raccontano e rivelano la storia del paese nel secondo dopoguerra. E’ la registrazione che l’artista ha realizzato durante i suoi giorni di permanenza agli abitanti di Palagiano.
Come lo avete realizzato:
Un bando di idee indetto sul territorio nazionale ha dato il via alla open call per tre artisti under 45 che sono stati protagonisti della residenza. Il supporto di una importante commissione scientifica, costituita da professionisti del settore (direttori di musei, curatori e docenti, critici) è stato fondamentale per la valutazione e la selezione dei tre finalisti.
Per tutto il periodo di promozione del progetto sostanziale è stato il supporto dei partner per la sua diffusione, assieme ad una proficua campagna pubblicitaria e all’ utilizzo dei social network.
Sono stati realizzati ad hoc diversi eventi culturali finalizzati ad offrire alla collettività la possibilità di avvicinarsi al mondo dell’arte contemporanea, da sempre visto come un mondo a sé stante, e prepararla all’ accoglienza degli artisti. Per questa operazione, fondamentale è stato il sostegno di diversi professionisti del settore (artisti, critici d’arte, giornalisti, docenti di accademie) e di alcuni membri della giuria scientifica che hanno contribuito attivamente ai vari momenti del progetto attraverso interventi diretti in pubblico. In questo modo è stato possibile approfondire delle tematiche specifiche legate al progetto come l’Arte pubblica, le Residenze d’artista, il processo creativo, lo sviluppo di un’opera e, allo stesso tempo, ascoltare l’esperienza diretta di alcuni artisti pugliesi, che operano nel territorio.
Il momento clou di Open door to art è stato l’avvio delle residenze che ha visto innescare processi virtuosi di collaborazione su più fronti: tra gli artisti, tra questi e gli abitanti, che gli hanno accolti, superando l’iniziale diffidenze, condividendo il loro pasto e le loro storie.
In particolare, alcune famiglie del territorio si sono distinte per aver accolto nelle proprie abitazioni gli artisti per tutto il periodo della residenza.
L’entusiasmo di alcuni volontari che hanno collaborato alla realizzazione delle opere stesse e il supporto materiale offerto dagli sponsor tecnici per la realizzazione delle opere. Infine il prezioso aiuto di alcuni responsabili dell’amministrazione comunale nel superare le difficoltà logistiche presentate per la realizzazione e la collocazione delle opere.